Securing Our Future: l’UE va alla guerra
Da Londra esce rafforzata l’idea di una Europa di guerra e le posizioni inglesi e italiane sembrano sempre più vicine di quanto non fossero fino a poche settimane or sono.
Da Londra esce rafforzata l’idea di una Europa di guerra e le posizioni inglesi e italiane sembrano sempre più vicine di quanto non fossero fino a poche settimane or sono.
Il commento di Emiliano Gentili e Federico Giusti al nuovo intervento di Mario Draghi al Parlamento Europeo.
A redazioni unificate abbiamo intervistato Alberto Fazolo sullo stato di salute dell’Europa alle luce degli ultimi avvenimenti del conflitto russo-ucraino.
Mario Draghi, autore cinque mesi fa del rapporto sul futuro della competitività europea, è intervenuto in occasione della settimana parlamentare europea 2025 del Parlamento europeo a Bruxelles.
L’Unione Europea allenta i vincoli del Patto di Stabilità, ma solo per le spese militari, allineandosi alle richieste statunitensi. Mentre l’Italia si adegua rapidamente al nuovo corso, le scelte economiche di Bruxelles rischiano di accentuare la dipendenza dagli USA e aggravare le tensioni interne.
La Conferenza sulla Sicurezza di Monaco ha evidenziato come Cina e Unione Europea possano costruire un nuovo ordine internazionale fondato su cooperazione, dialogo e reciproco rispetto, superando divisioni storiche e abbracciando un futuro multipolare in un’epoca di grandi trasformazioni globali.
Discutiamo di elezioni in Germania e di come si intrecciano con la crisi dell’Europa. Ne parliamo con Roberto Musacchio (ex parlamentare europeo), Andrea Vento (docente di geografia economica e geopolitica) ed Edoardo Pirozzi (corrispondente da Monaco di Baviera). Conduce Fabio Sebastiani.
L’impatto della fiammata inflazionistica e del rialzo dei tassi sul livello salariale, già strutturalmente penalizzato da un trentennio di politiche contrattuali regressive. Il nuovo saggio di Andrea Vento.
Crisi industriale e stagnazione economica stanno trasformando l’Europa in un’area di crescente precarietà. Italia e Germania, pilastri dell’Unione, affrontano stagnazione, recessione, calo produttivo e disoccupazione, mentre l’incapacità di risposte adeguate aggrava il declino. È tempo di ripensare le politiche comunitarie.
Il differenziale nei costi di gas ed energia, aggravato da strategie geopolitiche e sanzioni, ha innescato una crisi industriale in Italia e nell’UE. Mentre gli Stati Uniti ne traggono vantaggio, l’Europa affronta recessione e deindustrializzazione.