Ungheria: il candidato di Viktor Orbán perde a Budapest
La sconfitta di Budapest costituisce una prima battuta d’arresto per il governo ungherese di Viktor Orbán. Ma la destra continua a dominare nel resto del Paese.
La sconfitta di Budapest costituisce una prima battuta d’arresto per il governo ungherese di Viktor Orbán. Ma la destra continua a dominare nel resto del Paese.
Oramai va di moda, per i leader politici di destra, richiamarsi alla formula del “sovranismo” per carpire i consensi delle masse elettorali. I fatti, però, mostrano che i governi guidati da questi sovranisti fasulli fanno tutt’altro che difendere la sovranità nazionale.
Dopo tre mesi di agonia, finalmente l’Italia ha un nuovo governo, formato da una eterogenea maggioranza composta, come noto, da Movimento 5 Stelle e Lega (ex Nord). Senza dubbio, entrambi i partiti hanno raccolto i consensi derivanti dal malcontento presente pressappoco in tutto il Paese, tanto nella classe lavoratrice quanto nella piccola borghesia, ritrovatesi schiacciate ed impoverite dopo le scellerate politiche liberiste del governo tecnico di Mario Monti e dei governi soi-disant democratici.
Divenuto primo ministro dell’Ungheria per la prima volta nel 2010 e confermato nel 2014, Viktor Orbán si è garantito un terzo mandato consecutivo alla guida del governo magiaro in seguito ai risultati delle ultime elezioni politiche (in carriera si tratta invece del quarto mandato, dopo quello ottenuto tra il 1998 ed il 2002). Il leader della destra antieuropeista rappresenta davvero un’alternativa, o la sua è solo un’efficace propaganda?
Primo ministro ungherese dal 2010 (lo era già stato dal 1998 al 2002), il cinquantaduenne Viktor Orbán si è da sempre caratterizzato come uno degli uomini più rappresentativi della destra nazionalista e conservatrice. Il numero uno del partito Fidesz (Fidesz – Magyar Polgári Szövetség) è stato già più volte criticato dall’opposizione e dagli osservatori internazionali per le modifiche ad hoc fatte alla legge elettorale, la censura dell’informazione ed il controllo della politica sulla magistratura, ma allo stesso tempo il suo modo di fare e di esprimersi gli ha portato tanti consensi presso l’elettorato magiaro. Il motivo è molto semplice: Orbán dice quello che le persone vogliono sentirsi dire, parlando più alla pancia che alla testa delle persone, con frasi ad effetto, molto spesso violente, che potrebbero ricordare quelle di alcuni politici nostrani, a partire da Matteo Salvini.
Se anche voi avete creduto alla favola del successo del Front National in Francia, dove è stata spacciata per vittoria la perdita di oltre un punto percentuale della forza di estrema destra, è perché non vi siete interessati abbastanza alla recente storia elettorale dell’Ungheria. Se c’è un Paese in Europa dove le destre straripano, infatti, quello è proprio l’Ungheria di Viktor Orbán, Primo Ministro magiaro dal 2010 (in realtà lo era già stato dal 1998 al 2002, ma allora nessuno se n’era accorto).
Più i Giochi Olimpici si avvicinano, più il clima sta diventando rovente e la questione sicurezza assume un profilo sempre più concreto.
In Ungheria il Parlamento sta compiendo un vero e proprio golpe, trascinando il Paese verso un regime a stampo fascista. Le istituzioni internazionali ed in particolare l’Unione Europea, di cui l’Ungheria fa parte, tacciono.