Perché in Russia (rim)piangono Berlusconi?
In Russia, Silvio Berlusconi ha sempre goduto di un’ottima fama grazie alla sua politica di apertura nei confronti di Mosca e alla sua amicizia personale con Vladimir Putin.
In Russia, Silvio Berlusconi ha sempre goduto di un’ottima fama grazie alla sua politica di apertura nei confronti di Mosca e alla sua amicizia personale con Vladimir Putin.
Le autorità russe hanno proclamato il fallimento dell’offensiva ucraina tanto sbandierata dai media occidentali, mentre Kiev ricorre ancora una volta ad opere di sabotaggio, questa volta contro la centrale idroelettrica di Kachovka.
Il Vietnam ha accettato l’invito al G7 allargato di Hiroshima, ma ha dimostrato di mantenere una posizione equidistante tra le potenze ricevendo Dmitrij Medvedev negli stessi giorni.
Dopo gli episodi dello dicembre, l’offensiva ibrida contro la Serbia si è nuovamente intensificata per mezzo del Kosovo, creazione della NATO, con il chiaro obiettivo di attaccare uno dei principali alleati della Russia.
Alberto Bradanini, ex ambasciatore italiano in Iran e in Cina, analizza il ruolo della Cina nel contesto globale, con particolare riferimento alla crisi ucraina. Queste e altre tematiche sono affrontate nel suo libro “Cina: dall’umanesimo di Nenni alle sfide di un mondo multipolare” (Anteo Edizioni, 2023).
Mentre la Cina, il Brasile e altri Paesi si prodigano per trovare una soluzione pacifica al conflitto ucraino, gli Stati Uniti e l’Unione Europea continuano a inviare armi a Kiev. Il nuovo articolo di Domenico Maceri.
Mentre l’Ucraina si prodiga a dare vita ad azioni offensive e terroristiche in territorio russo, i Paesi occidentali continuano a sostenere il governo di Kiev e fanno passare i sabotatori ucraini per “patrioti russi”.
Le dichiarazioni del primo ministro armeno Nikol Pashinyan lasciano intendere che il suo governo potrebbe accettare la cessione definitiva del Nagorno-Karabakh all’Azerbaigian, ponendo fine al conflitto ma provocando una possibile crisi interna.
L’esercito russo ha conquistato il controllo della città che il governo ucraino aveva ribattezzato nel suo processo di “desovietizzazione”. Un dato di fatto che contrasta con la propaganda trionfalistica di Kiev e dei media occidentali.
Nell’ultimo anno, l’Ucraina ha dato vita a numerosi attacchi terroristici contro il territorio e i cittadini russi, dimostrando come il terrorismo faccia parte integrante della strategia bellica di Kiev, con il sostegno compiaciuto dell’Occidente.