Conflitti, sanzioni e riarmo
Tra rallentamento economico, crisi industriale e perdita di potere d’acquisto dei salari dove, ci stanno portando l’Ue e la Nato? Seconda tranche degli atti del dibattito del 15 agosto alla Festa Rossa 2025.
Tra rallentamento economico, crisi industriale e perdita di potere d’acquisto dei salari dove, ci stanno portando l’Ue e la Nato? Seconda tranche degli atti del dibattito del 15 agosto alla Festa Rossa 2025.
Prima tranche degli atti del dibattito del 15 agosto alla Festa Rossa 2025.
L’UE investe 17 miliardi in infrastrutture militari sotto pressione NATO, sacrificando welfare sull’altare della guerra con la Russia. Corridoi logistici e tecnologie duali mascherano la militarizzazione dell’Europa, mentre Germania e Polonia trainano il progetto dei “Tre Mari”.
Rodrigo Rivas denuncia l’assurdità della corsa al riarmo europea: mentre l’Italia sarà costretta a versare 2,4 miliardi annui dal 2028 per munizioni e basi Nato, la vera barbarie emerge nella drammatica indifferenza verso le popolazioni civili indifese sotto il fuoco.
Pur innalzando il vessillo della pace, 30 anni di assuefazione alla guerra e il vuoto di analisi economica rendono il pacifismo nostrano inefficace. Tra retromarce di Santoro e mobilitazioni rituali, serve studiare i documenti Ue‑Nato anziché contare sui selfie di piazza.
Un’Europa “vecchia e stantia” si piega alla sudditanza alla NATO e agli interessi USA, con dazi schizzati dall’1,3 % al 6,7 % che penalizzano l’Italia e altri paesi. Confindustria invoca la Bussola tecnologica e il Piano Mattei, ma serve un’ambiziosa strategia unitaria a lungo termine.
Nessuna partecipazione dei lavoratori ai progetti di riarmo e di militarizzazione.
In un vertice segnato da crescente militarismo, la NATO impone ai membri un aumento della spesa al 5% del PIL, sfruttando la “minaccia cinese” per giustificare l’espansione. Un patto che rischia di trasformare l’Alleanza in una trappola per l’Europa.
Intervento di Crosetto all’Ateneo di Padova per ribadire la fiducia nelle istituzioni. Ma si tace sul ruolo delle basi Usa e Nato in Italia negli imminenti scenari di guerra.
Una serie di comunicati denuncia la militarizzazione del territorio pisano e livornese.