Chiudiamo le basi USA e NATO
Chiudiamo le basi USA e NATO, fermiamo la terza guerra mondiale! Una mobilitazione necessaria dopo settantasette anni di militarizzazione.
Chiudiamo le basi USA e NATO, fermiamo la terza guerra mondiale! Una mobilitazione necessaria dopo settantasette anni di militarizzazione.
La visita di Keir Starmer in Cina e le parole di Bart De Wever segnano un cambio di clima: cresce in Europa la consapevolezza che la dipendenza da Washington ha un costo politico ed economico. Ma l’inerzia atlantista e i riflessi NATO frenano il riposizionamento.
L’intervento del gruppo pisano al Coordinamento No NATO denuncia come riarmo e logiche di guerra stiano trasformando territori, scuola e welfare, mentre le basi USA-NATO diventano snodi logistici per armi e infrastrutture. Servono rete, analisi di classe e campagne unificanti contro militarizzazione e repressione.
Le recenti pressioni di Washington sull’Europa, dai dazi legati alla Groenlandia alle frizioni sul commercio, mostrano quanto l’UE resti dipendente dagli Stati Uniti, anche sul piano strategico e psicologico. È tempo di ripensare alleanze e interessi, aprendo a nuovi partenariati.
Dietro la palancolatura del Fosso dei Navicelli, presentata come rilancio della nautica pisana, emerge il rischio di un’infrastruttura a uso duale sempre più funzionale alla logistica militare legata a Camp Darby. Fondi pubblici e strategia bellica ridisegnano il territorio.
Questo saggio di Alessandra Ciattini smonta l’immagine autocelebrativa dell’Occidente: dalla proiezione orientalista alla rete euro-atlantica, tra colonialismo, basi militari e alleanze spurie. Due “Occidenti” emergono—quello a guida USA e quello sovranista—diversi nei toni, uniti nella logica dell’imperialismo contro i popoli e diritti negati.
Intervento al seminario sull’economia di guerra del 30 dicembre 2025 al circolo Arci di San Giuliano Terme.
Tra menzogne su “protezione” USA e fantasma dell’invasione russa, l’Europa imbocca la via del debito comune e del riarmo, scaricando i costi sociali su cittadini. Il saggio di Alessandra Ciattini smonta la propaganda e ne ricostruisce la logica: disciplinare una società in crisi e finanziare l’élite e il complesso militare-industriale.
L’Italia gioca un ruolo marginale nello scenario internazionale, a rimorchio della NATO e degli USA, a rimorchio della Germania (guardandosi in cagnesco con la Francia), oppure è un paese in ascesa e il Piano Mattei ne sarebbe la prova lampante?
Blindare l’est europeo, finanziare le infrastrutture di guerra e creare confusione tra aggredito e aggressore.