Kosovo: Avdullah Hoti prende le redini del governo
Il 3 giugno, è stato inaugurato nuovo governo del Kosovo sotto la guida di Avdullah Hoti, dopo che il precedente esecutivo di Albin Kurti era stato sfiduciato il 25 marzo.
Il 3 giugno, è stato inaugurato nuovo governo del Kosovo sotto la guida di Avdullah Hoti, dopo che il precedente esecutivo di Albin Kurti era stato sfiduciato il 25 marzo.
Quasi due mesi dopo la caduta del governo di Albin Kurti, la crisi politica kosovara non ha ancora trovato una soluzione, nel bel mezzo della pandemia da nuovo coronavirus.
Esistono nel mondo dieci stati che, pur avendo dichiarato la propria indipendenza, vengono riconosciuti solamente da una parte più o meno importante della comunità internazionale e non fanno parte delle Nazioni Unite.
I due partiti più votati in occasione delle elezioni dello scorso ottobre hanno raggiunto l’accordo per la formazione del nuovo governo del Kosovo. L’esecutivo guidato da Albin Kurti si presenterà al parlamento per il voto di fiducia nella giornata di oggi.
Tre mesi dopo le elezioni legislative, il Kosovo ancora non ha un governo. Il presidente Hashim Thaçi ha dato il proprio ultimatum ad Albin Kurti per la formazione del nuovo esecutivo.
La ratifica dei risultati delle elezioni dello scorso mese ha dato il via libera ad Albin Kurti, incaricato della formazione del nuovo governo.
Domenica 6 ottobre, si sono svolte in Kosovo le quarte elezioni legislative dall’indipendenza autoproclamata, mai riconosciuta dalla Serbia e da gran parte della comunità internazionale.
Negli ultimi tempi sta tenendo particolarmente banco la vicenda dei visti che alcuni Paesi avrebbero negato agli sportivi israeliani in occasione di alcune competizioni internazionali: l’importanza di alcuni di questi atleti, ma anche il peso politico di questo Paese e la campagna mediatica che fa da seguito, hanno fatto sì che molti ne parlassero come uno scandalo, dimenticando però tanti episodi simili che hanno visto coinvolti sportivi di altre cittadinanze, e che le stesse autorità israeliane praticano spesso questo tipo di politiche nei confronti degli sportivi palestinesi.