Il programma del governo Conte II in 29 punti
Il governo Conte II poggia le sue basi su un programma generico e non esente da punti deboli concordato tra il Movimento 5 Stelle ed il Partito Democratico.
Il governo Conte II poggia le sue basi su un programma generico e non esente da punti deboli concordato tra il Movimento 5 Stelle ed il Partito Democratico.
Il bilancio del primo governo guidato da Giuseppe Conte non può che essere negativo. Saranno migliori i risultati del secondo? Abbiamo forti ragioni per dubitarne.
Sul territorio italiano sono presenti circa 13.000 extracomunitari armati che credono di poter fare quello che vogliono e che mettono a repentaglio la sovranità nazionale italiana. Di chi stiamo parlando?
Se le regioni del Nord vogliono l’autonomia, mettendo a repentaglio l’esistenza dello Stato unitario, dovrebbero prima restituire quanto sottratto al Sud con l’Unità d’Italia.
Mentre l’attenzione mediatica è concentrata sull’immigrazione verso il nostro Paese, la vera crisi migratoria riguarda il numero sempre maggiore di italiani che decidono di lasciare la penisola.
Entra finalmente in vigore il tanto atteso Reddito di Cittadinanza. Alle critiche da destra, formulate da PD, FI e Lega, rispondiamo evidenziandone le criticità da un punto di vista differente: non un aiuto eccessivo, bensì un provvedimento insufficiente.
Oramai va di moda, per i leader politici di destra, richiamarsi alla formula del “sovranismo” per carpire i consensi delle masse elettorali. I fatti, però, mostrano che i governi guidati da questi sovranisti fasulli fanno tutt’altro che difendere la sovranità nazionale.
Il governo soi-disant “del cambiamento” ha promesso fuoco e fiamme su tanti fronti, ma in realtà si trova in perfetta continuità con quelli precedenti, in particolare per quanto riguarda la politica estera. Pur affermando, a parole, di voler perseguire un’apertura verso la Russia, l’esecutivo continua invero ad essere perfettamente genuflesso agli interessi di Washington.
Approvato dalla Camera nella giornata di martedì 27 novembre, il Decreto Sicurezza tanto voluto da Matteo Salvini contiene numerose incongruenze ed oscenità che abbiamo già avuto modo di mettere in evidenza in precedenza.
In queste ore sta per essere approvato alla Camera – con l’utilizzo dell’ormai abusato strumento della fiducia – il Decreto Sicurezza, fortemente voluto dalla Lega del vicepremier Matteo Salvini, che l’ha imposto all’alleato grillino come condizione irrinunciabile per continuare a tenere in piedi il governo Conte.