Israele: Netanyahu fallisce nella formazione del governo
Come previsto, il primo ministro israeliano non è riuscito a formare il nuovo esecutivo, prolungando in questo modo la crisi politica del Paese.
Come previsto, il primo ministro israeliano non è riuscito a formare il nuovo esecutivo, prolungando in questo modo la crisi politica del Paese.
Dopo quattro tornate elettorali, Israele fatica a trovare la propria stabilità politica, mentre il primo ministro Benjamin Netanyahu deve vedersela con i suoi guai giudiziari.
Meno di sette mesi dopo il raggiungimento dell’accordo per la formazione del governo, l’alleanza tra Netanyahu e Gantz sembra essere già terminata, con lo spettro di una nuova tornata elettorale dietro l’angolo.
Il recente accordo stipulato tra Israele ed Emirati Arabi Uniti altro non rappresenta che un’ulteriore fonte di tensione nella regione mediorientale, come sempre sulla pelle del popolo palestinese.
Il recente avvicinamento tra Israele ed Emirati Arabi Uniti per la normalizzazione delle relazioni tra i due Paesi è stato giustamente respinto dalla Palestina, in quanto l’accordo usa i palestinesi come merce di scambio lasciando impunite le politiche criminali del governo israeliano, oltre a rispondere ai piani imperialistici statunitensi in Medio Oriente.
Mentre il piano di annessione della valle del Giordano è stato provvisoriamente sospeso, l’aggressività di Israele si rivolge contro altri Paesi limitrofi, come la Siria e il Libano, provocando nuove tensioni nella regione.
Nella giornata di domenica 17 maggio la Knesset ha votato la fiducia al nuovo governo israeliano, guidato ancora una volta da Benjamin Netanyahu, almeno per i prossimi diciotto mesi, prima che la palla passi a Benny Gantz.
La formazione del nuovo governo israeliano non è stata ancora ufficializzata a causa degli scontri interni sulla distribuzione delle cariche. Tutti d’accordo, invece, sulle politiche antipalestinesi.
Il 2 dicembre 1948, ventotto intellettuali ebrei, tra i quali Albert Einstein ed Hannah Arendt, inviarono una lettera alla redazione del New York Times per denunciare la deriva fascista imposta dal futuro primo ministro Menachem Begin alla natura dello Stato israeliano, fondato nel maggio dello stesso anno.
Un incredibile accordo tra i due leader politici israeliani permetterà a Netanyahu di rimanere per ora alla testa del governo, mentre la mossa di Gantz causa la spaccatura del suo partito.