Germania: Dietmar Woidke resta alla guida del Brandeburgo
Con oltre due mesi di ritardo rispetto alle elezioni del 1° settembre, Dietmar Woidke ha ottenuto l’investitura per un nuovo mandato alla guida del Brandeburgo.
Con oltre due mesi di ritardo rispetto alle elezioni del 1° settembre, Dietmar Woidke ha ottenuto l’investitura per un nuovo mandato alla guida del Brandeburgo.
Il partito di sinistra ha conquistato una storica vittoria i Turingia, dove governa con il suo leader Bodo Ramelow. Una risposta importante dopo i cali subiti in Sassonia e Brandeburgo.
Due settimane dopo la Baviera, un altro Land tedesco è andato al voto: si tratta dell’Assia, dove domenica 28 ottobre gli elettori sono stati chiamati a rinnovare la composizione del Landtag, formato da 137 seggi.
Domenica 14 ottobre si sono tenute le elezioni in Baviera, uno dei più importanti länder tedeschi, considerato come un vero e proprio termometro politico per il governo federale di Angela Merkel. Successo, invece, per I Verdi, che imitano gli ottimi risultati dei partiti ecologisti in Belgio e Lussemburgo. L’affluenza alle urne è stata del 72.5%.
Sabato 24 settembre si sono tenute in Germania le elezioni per il rinnovamento della composizione del Bundestag. Al di là dei risultati elettorali, che comunque andremo di seguito ad analizzare, il caso tedesco appare di particolare interesse per smascherare la vera natura della democrazia borghese di tipo occidentale, una democrazia che ci concede una libertà solamente apparente di scelta.
Un summit di stati europei che deve decidere circa i pagamenti dei debiti contratti da un Paese nei confronti degli altri: non siamo a Bruxelles nel 2015, ma a Londra tra il 1951 ed il 1953, quando a dover pagare i debiti era la Germania (per la precisione la Repubblica Federale Tedesca), e non la Grecia. Per ben due anni, i dibattiti si susseguirono incessanti circa la possibilità o meno di ridurre il debito tedesco dopo il conflitto mondiale.
Leader di un’Europa sempre più antidemocratica e che si palesa come dittatura economica ai danni degli stati-nazione che la compongono, la Germania si è mostrata inflessibile sin dall’inizio nei confronti della piccola Grecia.
In Russia ha suscitato numerose polemiche l’annuncio del Presidente tedesco, Joachim Gauck, che ha deciso di non recarsi a Soči in occasione dei Giochi Olimpici invernali. Sebbene il portaparola del capo di stato teutonico abbia specificato che la decisione non è dovuta alla volontà di inviare un messaggio politico, ricordando che in passato raramente il Presidente della Federazione ha assistito alla manifestazione a cinque cerchi, ne Paese che organizzerà le Olimpiadi questa decisione è stata accolta in modo molto polemico.
Le elezioni dello scorso 22 settembre hanno confermato il primato della CDU/CSU (Christlich Demokratische Union Deutschlands/Christlich-Soziale Union in Bayern) di Angela Merkel, che con ogni probabilità ricoprirà il ruolo di cancelliere per la prossima legislatura. Proprio il partito di Angela Merkel è l’unico a potersi dire realmente soddisfatto del risultato della tornata elettorale, mentre per tutti gli altri, in Germania ma anche fuori, si è trattato di una bruciante sconfitta.
Il 20 gennaio, i tedeschi della Bassa Sassonia (il Land di Hannover) sono stati chiamati alle urne per rinnovare il Landtag, il Parlamento del Land. La Bassa Sassonia veniva da 4 anni di governo di centrodestra, sotto la guida di Christian Wulff, sostenuto da una coalizione composta dai democristiani CDU (Christlich Demokratische Union Deutschlands) ed il FDP (Freie Demokratische Partei).