La disgregazione del Gruppo di Lima
Nato come arma dell’imperialismo statunitense contro il Venezuela, il Gruppo di Lima continua a perdere pezzi man mano che le forze progressiste riconquistano i Paesi dell’America Latina.
Nato come arma dell’imperialismo statunitense contro il Venezuela, il Gruppo di Lima continua a perdere pezzi man mano che le forze progressiste riconquistano i Paesi dell’America Latina.
Il governo socialista della Bolivia deve fare i conti con i risultati sotto le attese delle elezioni regionali e le conseguenze di un anno di governo golpista.
Dopo la conquista della presidenza con Luis Arce, il MAS ha confermato il proprio primato nella politica boliviana, conquistando sei dipartimenti su nove al primo turno delle elezioni amministrative.
Il nuovo presidente Luis Arce ha presentato il nuovo piano per il rilancio dell’economia boliviana, mentre l’ex capo di Stato Evo Morales ha ufficialmente sconfitto il Covid-19.
Nelle sue prime settimane, Luis Arce si è impegnato a ricostruire l’economia boliviana, a riprendere le relazioni diplomatiche con il Venezuela e con gli altri Paesi progressisti del continente e a perseguire i crimini commessi dal governo golpista nei suoi undici mesi al potere.
Ancora una volta, le elezioni presidenziali boliviane hanno premiato il Movimiento al Socialismo. Luis Arce sarà il nuovo presidente del Paese sudamericano, ma questo non fermerà le forze reazionarie ed imperialiste.
Le elezioni presidenziali boliviane del prossimo 18 ottobre dovrebbero sancire una nuova vittoria del MAS, ma le forze reazionarie interne ed esterne faranno di tutto per impedire e negare questo risultato.
Sono numerose le associazioni e le organizzazioni che hanno denunciato le violazioni perpetrate in Bolivia dal governo golpista di Jeanine Áñez. Ora anche l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani chiede di far luce su quanto accaduto nei giorni che hanno portato alla destituzione di Evo Morales.
Dopo aver rinviato le elezioni presidenziali una prima volta a settembre, il governo golpista della Bolivia ne ha nuovamente posticipato lo svolgimento. I sindacati del Paese hanno convocato lo sciopero generale, mentre i sondaggi continuano a dare come favorito Luis Arce, il candidato del Movimiento al Socialismo.
Come già accaduto in Brasile con Lula, anche in Ecuador ed in Bolivia la destra si sta adoperando per impedire ai più quotati candidati progressisti di presentarsi alle elezioni, rispettivamente Rafael Correa, già presidente dal 2007 al 2017, e Luis Arce, esponente del MAS di Evo Morales.