Etiopia: si intensifica il conflitto nella regione del Tigrè
La regione etiope del Tigrè è lo scenario di un conflitto che vede opporsi il governo centrale di Addis Abäba e quello locale del Fronte Popolare di Liberazione del Tigrè.
La regione etiope del Tigrè è lo scenario di un conflitto che vede opporsi il governo centrale di Addis Abäba e quello locale del Fronte Popolare di Liberazione del Tigrè.
La gestione delle acque dei grandi fiumi che attraversano diversi Paesi sta diventando una questione di primaria importanza sulla scena internazionale: tra i punti caldi del momento, il Nilo nell’Africa nord-orientale ed il Mekong nel sud-est asiatico.
La disputa tra Egitto ed Etiopia sulla costruzione della Grande Diga della Rinascita riporta alla luce una rivalità esistende da secoli, e che portò anche ad un conflitto armato tra il 1874 ed il 1876.
Il 20 novembre la cosiddetta “zona Sidama”, abitata dall’omonimo popolo, ha votato in favore di un referendum per ottenere una maggiore autonomia dal governo di Addis Abeba.
I recenti avvenimenti del conflitto siriano hanno riportato alla luce l’argomento riguardante il possesso e l’uso di armi chimiche, tematiche che attualmente sarebbe regolata, secondo il diritto internazionale, dalla Convenzione sulle Armi Chimiche del 1993. Quest’ultima prevede il divieto di produrre armi chimiche e l’obbligo, per gli stati contraenti che già le posseggono, di distruggere il proprio arsenale. Ad oggi, sebbene siano solamente quattro gli stati che non hanno aderito alla Convenzione (Israele, Corea del Nord, Egitto e Sudan del Sud), sono invero ancora molti quelli che posseggono un arsenale di questo genere.