Ennesimo golpe militare in Mali
Il Mali è uno dei Paesi africani dalla vita politica più travagliata, caratterizzata da un continuo succedersi di colpi di Stato.
Il Mali è uno dei Paesi africani dalla vita politica più travagliata, caratterizzata da un continuo succedersi di colpi di Stato.
L’Unione Europea dovrebbe emanciparsi dalla sudditanza nei confronti degli Stati Uniti ed aprire i propri orizzonti verso la Cina, la grande potenza economica del nostro secolo.
La popolarità del presidente francese era in netto calo prima dell’inizio della pandemia, ma Macron ha beneficiato dell’effetto Covid-19, che avvantaggia coloro che si trovano al potere.
Le visite di Emmanuel Macron e le ingerenze del ministro degli esteri Jean-Yves Le Drian dimostrano il rinnovato interesse neocolonialista della Francia nei confronti del Libano, come denunciato anche dal Partito Comunista Libanese.
Il nuovo primo ministro francese Jean Castex ha ufficializzato i nomi che faranno parte della sua squadra di governo, confermando, se non accentuando, l’orientamento a destra dell’esecutivo.
In seguito alle dimissioni di Édouard Philippe, il presidente Emmanuel Macron ha nominato Jean Castex alla guida del governo, nella speranza di rilanciarsi dopo il disastro delle elezioni municipali. Macron conferma l’orientamento a destra del governo francese, scegliendo ancora un ex repubblicano.
Se Anne Hidalgo ha ottenuto una prevedibile conferma a Parigi, i veri vincitori delle elezioni municipali sono gli ecologisti, mentre i comunisti hanno ottenuto risultati incoraggianti in alcune città. E il nuovo sindaco verde di Lione attacca subito la TAV.
Il primo turno delle elezioni municipali francesi ha regolarmente avuto luogo il 15 marzo, ma il secondo turno è stato rinviato a causa dell’emergenza coronavirus. Molte città, compresa la capitale, dovranno attendere la fine dell’epidemia.
Quello che il continente europeo sta vivendo è indubbiamente uno dei momenti più difficili nella sua storia politica. Basta guardare al numero di governi che cadono, rischiano di cadere o faticano a formarsi dopo le elezioni, tutti fenomeni che hanno caratterizzato l’anno che sta per concludersi, che possiamo considerare come il culmine di una crisi politica già iniziata in precedenza.
È oramai circa un mese che le strade di Francia sono travolte dal movimento dei “Gilets Jaunes”, il fronte di protesta nato inizialmente per fronteggiare la minaccia di un aumento delle accise sui carburanti, ma poi allargatosi a rivendicazioni sociali molto più ampie, abbracciando il sistema di tassazione nel suo complesso, nonché la richiesta di retribuzioni più elevate ed in generale perorando la causa di una distribuzione più equa delle ricchezze.