Francia: ecco la formazione del governo Castex
Il nuovo primo ministro francese Jean Castex ha ufficializzato i nomi che faranno parte della sua squadra di governo, confermando, se non accentuando, l’orientamento a destra dell’esecutivo.
Il nuovo primo ministro francese Jean Castex ha ufficializzato i nomi che faranno parte della sua squadra di governo, confermando, se non accentuando, l’orientamento a destra dell’esecutivo.
In seguito alle dimissioni di Édouard Philippe, il presidente Emmanuel Macron ha nominato Jean Castex alla guida del governo, nella speranza di rilanciarsi dopo il disastro delle elezioni municipali. Macron conferma l’orientamento a destra del governo francese, scegliendo ancora un ex repubblicano.
Se Anne Hidalgo ha ottenuto una prevedibile conferma a Parigi, i veri vincitori delle elezioni municipali sono gli ecologisti, mentre i comunisti hanno ottenuto risultati incoraggianti in alcune città. E il nuovo sindaco verde di Lione attacca subito la TAV.
Il primo turno delle elezioni municipali francesi ha regolarmente avuto luogo il 15 marzo, ma il secondo turno è stato rinviato a causa dell’emergenza coronavirus. Molte città, compresa la capitale, dovranno attendere la fine dell’epidemia.
Quello che il continente europeo sta vivendo è indubbiamente uno dei momenti più difficili nella sua storia politica. Basta guardare al numero di governi che cadono, rischiano di cadere o faticano a formarsi dopo le elezioni, tutti fenomeni che hanno caratterizzato l’anno che sta per concludersi, che possiamo considerare come il culmine di una crisi politica già iniziata in precedenza.
È oramai circa un mese che le strade di Francia sono travolte dal movimento dei “Gilets Jaunes”, il fronte di protesta nato inizialmente per fronteggiare la minaccia di un aumento delle accise sui carburanti, ma poi allargatosi a rivendicazioni sociali molto più ampie, abbracciando il sistema di tassazione nel suo complesso, nonché la richiesta di retribuzioni più elevate ed in generale perorando la causa di una distribuzione più equa delle ricchezze.
La Francia si è scoperta negli ultimi giorni vassallo europeo degli Stati Uniti dopo una lunga tradizione di non allineamento nei confronti di Washington: il demerito va (quasi) tutto ad Emmanuel Macron.
Domenica 18 giugno si è tenuto il secondo turno delle elezioni legislative francesi per il rinnovo di 573 membri dell’Assemblée Nationale, dopo che quattro deputati sui 577 totali erano stati già eletti in occasione del primo turno, svoltosi l’11 giugno. Risalta ancora una volta il dato dell’affluenza alle urne, la più bassa nella storia della Quinta Repubblica Francese: se nel primo turno era stata pari solamente al 48.71%, al secondo è scesa addirittura al 42.64%. I risultati hanno nuovamente premiato il neopresidente Emmanuel Macron, che ha ottenuto la maggioranza assoluta.
Domenica 11 giugno si è tenuto il primo turno delle elezioni legislative francesi per il rinnovo dei 577 membri dell’Assemblée Nationale: il primo dato a risaltare è quello dell’affluenza alle urne, pari solamente al 48.71% e sceso, per la prima volta nella storia della Quinta Repubblica Francese, al di sotto della fatidica soglia del 50%. Questa tornata elettorale ha avuto luogo poco più di un mese dopo l’insediamento del nuovo presidente Emmanuel Macron all’Eliseo, e rappresentava dunque un primo banco di prova sia per il capo di stato che per le opposizioni. Il secondo turno è previsto per domenica 18 giugno.
L’11 ed il 18 giugno, i cittadini francesi saranno nuovamente chiamati alle urne per eleggere i 577 membri dell’Assemblée Nationale. Le elezioni legislative avranno luogo poco più di un mese dopo l’insediamento del nuovo presidente Emmanuel Macron all’Eliseo, e rappresenteranno un primo banco di prova sia per il capo di stato che per le opposizioni.