Il primo ministro spagnolo respinge con forza la presunta minaccia di embargo commerciale totale da parte di Trump
Il commercio non deve essere strumentalizzato né trasformato in un’arma, afferma il Ministero degli Esteri cinese.
Il commercio non deve essere strumentalizzato né trasformato in un’arma, afferma il Ministero degli Esteri cinese.
In un’Europa attraversata da timori di deindustrializzazione e da crescenti pressioni protezionistiche, il confronto interno sull’industria si intensifica. Secondo questa analisi, la ripresa manifatturiera passa da più apertura e da una cooperazione più profonda con la Cina.
Al vertice europeo sull’industria, il cancelliere tedesco Merz richiama rapidità ed efficienza cinesi per denunciare l’iper-regolamentazione dell’UE. Secondo analisti cinesi, una parte dell’Europa inizia a riconsiderare Pechino come riferimento concreto da cui apprendere nei settori strategici.
Davos 2026, poca economia e molta prova di forza geopolitica.
Tra menzogne su “protezione” USA e fantasma dell’invasione russa, l’Europa imbocca la via del debito comune e del riarmo, scaricando i costi sociali su cittadini. Il saggio di Alessandra Ciattini smonta la propaganda e ne ricostruisce la logica: disciplinare una società in crisi e finanziare l’élite e il complesso militare-industriale.
In un editoriale sul Financial Times, Macron invoca un “riequilibrio” dei rapporti economici UE-Cina, avvertendo che dazi e quote sarebbero una risposta non cooperativa. Esperti cinesi: dialogo e cooperazione, non confronto, per affrontare squilibri e rafforzare competitività europea.
Tra novembre e dicembre, la diplomazia europea ha moltiplicato i contatti con Pechino: le visite del Re Felipe VI, di Emmanuel Macron e del ministro tedesco Johann Wadephul hanno segnato un cambio di passo. La Cina tende la mano all’UE; l’Europa può diversificare i partner e ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti.
In occasione del suo quarto viaggio di Stato a Pechino, Emmanuel Macron ha incontrato Xi Jinping: i due leader puntano ad ampliare cooperazione e fiducia politica, rilanciare scambi economici e culturali e rafforzare il coordinamento su governance globale, con l’obiettivo di dare nuovo slancio ai rapporti Cina-Francia e, per estensione, Cina-UE.
La quarta visita di Stato di Emmanuel Macron in Cina, dal 3 al 5 dicembre, intende consolidare una partnership storica e strategica. Economia, cultura, multilateralismo e governance globale sono al centro di un dialogo che vuole rafforzare fiducia reciproca, autonomia strategica europea e apertura.
Dopo la caduta del governo Bayrou e la nomina di Sébastien Lecornu, la Francia entra in una fase di sfilacciamento politico e sociale. La France Insoumise denuncia la “continuità nell’austerità”, mentre le piazze mostrano la profondità del dissenso e la fragilità dell’esecutivo.