Il bastone contro la Groenlandia e una crisi irrisolta
Davos 2026, poca economia e molta prova di forza geopolitica.
Davos 2026, poca economia e molta prova di forza geopolitica.
Tra menzogne su “protezione” USA e fantasma dell’invasione russa, l’Europa imbocca la via del debito comune e del riarmo, scaricando i costi sociali su cittadini. Il saggio di Alessandra Ciattini smonta la propaganda e ne ricostruisce la logica: disciplinare una società in crisi e finanziare l’élite e il complesso militare-industriale.
In un editoriale sul Financial Times, Macron invoca un “riequilibrio” dei rapporti economici UE-Cina, avvertendo che dazi e quote sarebbero una risposta non cooperativa. Esperti cinesi: dialogo e cooperazione, non confronto, per affrontare squilibri e rafforzare competitività europea.
Tra novembre e dicembre, la diplomazia europea ha moltiplicato i contatti con Pechino: le visite del Re Felipe VI, di Emmanuel Macron e del ministro tedesco Johann Wadephul hanno segnato un cambio di passo. La Cina tende la mano all’UE; l’Europa può diversificare i partner e ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti.
In occasione del suo quarto viaggio di Stato a Pechino, Emmanuel Macron ha incontrato Xi Jinping: i due leader puntano ad ampliare cooperazione e fiducia politica, rilanciare scambi economici e culturali e rafforzare il coordinamento su governance globale, con l’obiettivo di dare nuovo slancio ai rapporti Cina-Francia e, per estensione, Cina-UE.
La quarta visita di Stato di Emmanuel Macron in Cina, dal 3 al 5 dicembre, intende consolidare una partnership storica e strategica. Economia, cultura, multilateralismo e governance globale sono al centro di un dialogo che vuole rafforzare fiducia reciproca, autonomia strategica europea e apertura.
Dopo la caduta del governo Bayrou e la nomina di Sébastien Lecornu, la Francia entra in una fase di sfilacciamento politico e sociale. La France Insoumise denuncia la “continuità nell’austerità”, mentre le piazze mostrano la profondità del dissenso e la fragilità dell’esecutivo.
Dopo il rifiuto della fiducia al governo Bayrou e la nomina di Sébastien Lecornu a capo dell’esecutivo, la Francia entra in una fase di scontro profondo. La sinistra accusa Macron di aver scelto la continuità dell’austerità, mentre la grande manifestazione del 18 settembre ha mostrato una pressione popolare senza precedenti.
Alle soglie del voto di fiducia dell’8 settembre, la Francia si trova di fronte a una tempesta politica. La sinistra interpreta la sconfitta di Bayrou come conferma del vuoto di legittimità del governo, promuovendo una procedura di destituzione per Macron.
L’accordo siglato a Bougival lo scorso 12 luglio ridefinisce il quadro istituzionale della Nuova Caledonia, introducendo uno “Stato sui generis” all’interno della Repubblica Francese. Il testo istituisce competenze differenziate, doppia cittadinanza e un percorso graduale verso un’autodeterminazione condivisa.