Come si inizia l’anno? Leggendo la legge di Bilancio e contrastandola
Intervento introduttivo di Federico Giusti al seminario sull’economia di guerra. Evento svoltosi lo scorso 30 dicembre presso il Circolo ARCI di San Giuliano Terme.
Intervento introduttivo di Federico Giusti al seminario sull’economia di guerra. Evento svoltosi lo scorso 30 dicembre presso il Circolo ARCI di San Giuliano Terme.
Analisi che prende spunto dal libro di Alessandro Volpi “La guerra della finanza”.
Volano le società europee sotto la spinta del riarmo e della guerra in Ucraina.
Recuperare anche solo una parte dell’evasione fiscale significherebbe liberare risorse enormi per salari, sanità, scuola e servizi pubblici, senza scaricare nuovi sacrifici su chi già paga tutto. Ma tra tassa piatta, condoni e rottamazioni, il “buco” resta: e a pagare sono sempre gli stessi.
Il nuovo record dell’avanzo commerciale dei beni della Cina, oltre 1.000 miliardi di dollari, viene strumentalizzato come “dumping” e “sovraccapacità”. L’editoriale sostiene che si tratta dell’esito della divisione internazionale del lavoro e di scelte di mercato, non di minacce geopolitiche.
Rapporto 2025 Ocse sull’occupazione: l’Italia registra il peggior dato tra i Paesi Ocse quanto a perdita del potere d’acquisto.
Nel capitalismo odierno la ricchezza si concentra, il welfare arretra e la “meritocrazia” svela i propri limiti. La disuguaglianza non suscita più indignazione: è normalizzata. Serve riaprire il conflitto sociale per rompere rassegnazione, rendite e privilegi.
Detassare i premi o aumentare davvero i salari? E privilegiare il welfare aziendale o ricostruire uno stato sociale universale? La Manovra 2026 spinge su bonus e flat tax, ma scambia salario con benefit, svuota i CCNL e scarica sul pubblico il conto della privatizzazione.
Le prime bozze della Finanziaria 2026 vengono vendute come «redistributive», ma riduzione Irpef e detassazioni su straordinari e rinnovi premiano imprese e ceti medi, drenando risorse dal welfare. Bonus e carte sconto sostituiscono salario e diritti, mentre sanità e pensioni restano scoperte.
Da 40 anni i salari italiani perdono potere di acquisto, ancora una volta, in occasione della Legge di Bilancio, non si intravede una inversione di marcia.