Cuba respinge il Memorandum Presidenziale degli USA che inasprisce il blocco economico
Dichiarazione del Ministero delle Relazioni Estere della Repubblica di Cuba.
Dichiarazione del Ministero delle Relazioni Estere della Repubblica di Cuba.
Tra i proclami fantasiosi di Trump che millanta la cancellazione dei siti nucleari iraniani e il silenzio social sulle opinioni scomode, emerge un inquietante Grande Reset della comunicazione digitale, dove verità e censura si scontrano in un conflitto permanente di narrazioni.
Determinanti i rischi di una guerra d’attrito e la crisi economica e di bilancio statale causate da quasi di tre anni di conflitti con sei fronti di guerra innescati dalla sua politica espansionistica e guerrafondaia.
In un’epoca di scontri digitali, Trump lancia insulti feroci e insinua paure, sfidando sia avversari progressisti che alleati repubblicani, mentre i contrappesi istituzionali arrancano tra retorica e ritorsioni politiche.
L’escalation tra Israele e Iran si innesta in un’imponente partita mondiale che lega petrolio, valuta e debito Usa: il controllo dell’oro nero mediorientale sostiene il primato del dollaro, essenziale per finanziare i 26mila miliardi di crescenti passività statunitensi.
Negli ultimi giorni gli Usa sono stati teatro di ampie manifestazioni popolari contro le politiche di Trump – tariffe, austerità, supporto al genocidio, guerre, deportazione dei migranti, favori ai ricchi – ovviamente, violentemente represse. Tuttavia, da queste potrebbe nascere una vera e propria opposizione al partito unico di Wall Street.
Tra provocazioni e ritrattazioni, Trump si muove tra dazi e retate migratorie senza considerare le conseguenze reali. Il suo approccio improvvisato espone mercati e agricoltura a crisi, mentre gli USA rischiano carenze di manodopera essenziale.
Il regime nazisionista di Benjamin Netanyahu ha varcato ogni confine legale e morale, colpendo obiettivi civili e militari in Iran, mentre gli Stati Uniti, guidati da Donald Trump, sostengono tacitamente quest’aggressione, minacciando interventi diretti e tradendo il diritto internazionale.
Tra repressione delle proteste operaie a Los Angeles e una riforma fiscale che favorisce i più ricchi, cresce il paradosso: le classi popolari sostengono politiche contro i loro interessi. Un trasferimento di ricchezza verso l’alto che interroga gli USA, ma anche l’Italia.
Lo scontro tra Trump e Harvard dura da mesi. L’università resiste ai tagli ai fondi e alle minacce sui visti per studenti stranieri (31% del corpo studentesco). L’articolo di Domenico Maceri.