Continua il braccio di ferro tra Harvard e Trump
Lo scontro tra Trump e Harvard dura da mesi. L’università resiste ai tagli ai fondi e alle minacce sui visti per studenti stranieri (31% del corpo studentesco). L’articolo di Domenico Maceri.
Lo scontro tra Trump e Harvard dura da mesi. L’università resiste ai tagli ai fondi e alle minacce sui visti per studenti stranieri (31% del corpo studentesco). L’articolo di Domenico Maceri.
Secondo l’agenzia Xinhua, il presidente cinese Xi Jinping ha tenuto un colloquio telefonico con il presidente statunitense Donald Trump giovedì, su richiesta di quest’ultimo.
In un clima di intimidazioni, Trump alimenta la paura tra magistrati con insulti e minacce, mentre la protezione giudiziaria vacilla sotto il controllo politicizzato del Dipartimento di Giustizia. Magistrati chiedono indipendenza e sicurezza per difendere lo Stato di diritto.
Nell’ultima frattura del Grand Old Party, Trump minaccia i repubblicani dissidenti, mentre Mike Johnson fatica a mediare un disegno di legge che sacrifica Medicaid e deficit. Abusi di potere e spaccature interne evidenziano il trionfo del timore sul dibattito.
L’elezione del nuovo Papa statunitense vista da Domenico Maceri.
CPUSA e PPSM lanciano un appello congiunto alla classe operaia di Stati Uniti e Messico: unire le forze contro l’imperialismo nordamericano, rifiutare muri e deportazioni, assicurare salari dignitosi, diritti sociali e tutela dei lavoratori migranti e difendere l’emancipazione collettiva globale.
Nei conflitti tra potere esecutivo e giudiziario, Trump denuncia un “sistema truccato” mentre magistrati bloccano deportazioni e decreti autoritari, esponendo tensioni costituzionali e sfide senza precedenti fra la Casa Bianca e le Corti.
Un primo bilancio della nuova amministrazione federale statunitense da parte di Federico Giusti.
La declassificazione del promemoria del National Intelligence Council conferma l’assenza di prove credibili di collegamenti diretti tra il governo Maduro e la gang Tren de Aragua, smentendo le motivazioni usate dall’amministrazione Trump per le deportazioni sommarie di migranti venezuelani.
Nei primi 100 giorni del suo secondo mandato, Donald Trump ha mostrato un esercizio del potere sempre più autoritario, tra dazi, deportazioni, minacce alle istituzioni e sondaggi in calo che segnalano il crescente disagio dell’opinione pubblica statunitense.