Il bastone contro la Groenlandia e una crisi irrisolta
Davos 2026, poca economia e molta prova di forza geopolitica.
Davos 2026, poca economia e molta prova di forza geopolitica.
Washington sostiene di voler “controllare” la Groenlandia per fermare presunte minacce cinesi e russe, ma i dati e le autorità danesi smentiscono. La presenza cinese sull’isola è minima e limitata al commercio ittico, non alla sicurezza.
Di fronte alle mire statunitensi rilanciate da Trump, Inuit Ataqatigiit dà voce ai nativi groenlandesi: denuncia l’emarginazione da parte danese, chiede trasparenza e veri negoziati, e propone un percorso unitario verso l’indipendenza, fondato su referendum, sostenibilità sociale e piena autodeterminazione.
Le elezioni locali danesi del 18 novembre segnano una brusca battuta d’arresto per i socialdemocratici di Mette Frederiksen: Copenaghen passa a una coalizione di sinistra radicale guidata da Sisse Marie Welling, con l’Alleanza Rosso-Verde primo partito nella capitale.
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha ricevuto a Pechino il collega danese Lars Løkke Rasmussen in occasione del 75° anniversario dei rapporti diplomatici. I due hanno ribadito l’impegno a rafforzare la fiducia politica, la cooperazione verde e la stabilità nelle relazioni bilaterali, e la Cina ha riaffermato la sua posizione di sostegno alla Danimarca sulla questione della Groenlandia.
Alla vigilia della visita del vicepresidente statunitense JD Vance, la Groenlandia ha formato un nuovo governo di coalizione, guidato da Jens-Frederik Nielsen, per respingere le provocazioni di Trump e riaffermare la propria sovranità e il diritto all’autodeterminazione verso un futuro indipendente.
Le elezioni dell’11 marzo in Groenlandia, territorio autonomo della Danimarca, hanno dato un chiaro segnale: i cittadini, respingendo le ambizioni espansionistiche di Trump, riaffermano con decisione il diritto all’autodeterminazione e all’identità nazionale.
Il Partito Comunista di Danimarca (Danmarks Kommunistiske Parti, DKP) denuncia sia il colonialismo danese che l’imperialismo statunitense nell’ambito della crescente competizione geopolitica per il controllo della Groenlandia. Il DKP denuncia l’ingerenza delle potenze straniere e rivendica il diritto dei groenlandesi all’autodeterminazione.
A poche settimane dall’insediamento di Donald Trump per il suo secondo mandato, le sue dichiarazioni sulle mire espansioniste degli USA suscitano preoccupazione. Annunciando piani per il controllo del Canale di Panama, del Canada e della Groenlandia, Trump dimostra di essere pienamente allineato con la tradizione dell’imperialismo statunitense.
Le recenti visite della vicepresidente vietnamita Võ Thị Ánh Xuân in Danimarca e Norvegia hanno confermato la disponibilità dei Paesi scandinavi a sostenere il Vietnam nella sua transizione economica verde.