Corea del Sud: Moon Jae-in “ringrazia” il coronavirus
Le elezioni legislative sono andate meglio del previsto per il presidente sudcoreano Moon Jae-in, premiato dall’ottima prova offerta dal suo governo nel fronteggiare l’emergenza sanitaria.
Le elezioni legislative sono andate meglio del previsto per il presidente sudcoreano Moon Jae-in, premiato dall’ottima prova offerta dal suo governo nel fronteggiare l’emergenza sanitaria.
Come abbiamo avuto modo di sottolineare nel nostro articolo precedente sull’argomento, quello della riunificazione nazionale resta l’obiettivo politico a lungo termine più importante per la Corea del Nord.
Nel mondo greco vi erano alcune leggi etico-morali, spesso chiamate leggi naturali o divine, che non potevano essere infrante per nessuna ragione: nella tragedia sofoclea dell’Antigone, la protagonista sacrifica la propria vita pur di rendere al fratello Polinice gli onori funebri, negatigli invece dal sovrano Creonte in quanto “traditore della patria”. Non vi sono decreti reali che permettano di “trasgredire le leggi non scritte, e innate, degli dèi“, afferma la stessa Antigone. Parimenti, nel corso dei Giochi Olimpici o di altre grandi festività, vigeva la cosiddetta ἐκεχειρία (letteralmente “mani ferme”), la tregua olimpica, durante la quale cessavano tutte le ostilità, sia tra città-stato (πόλις) che tra privati cittadini, al fine di permettere il regolare svolgimento della manifestazione. In particolare, i cittadini di πόλις nemiche potevano attraversare tranquillamente territori generalmente ostili per recarsi ad Olimpia, al fine di partecipare o assistere ai Giochi.
Tregua olimpica: è questo il significato dell’annuncio fatto giovedì da Lee Hee-beom, presidente del comitato organizzatore dei Giochi Olimpici invernali di PyeongChang 2018.
Le elezioni presidenziali del 9 maggio hanno emesso il loro verdetto: Moon Jae-in è il nuovo presidente della Repubblica di Corea, più nota al pubblico occidentale con l’appellativo di Corea del Sud. Il candidato del Partito Minju (o Partito Democratico di Corea) ha infatti ottenuto il 41.08% delle preferenze, una risultato che gli vale la carica di capo di stato, visto che nel Paese è in vigore il sistema elettorale del first-past-the-post (ovvero viene eletto direttamente il candidato più votato, senza bisogno di un secondo turno).
Vista la periodica attualità che acquisiscono le questioni riguardanti la Corea del Nord, abbiamo deciso di riproporvi – seppur in veste aggiornata ed integrata – un articolo da noi pubblicato su questo stesso sito nel febbraio del 2013.
Cuba e la Repubblica di Corea (meglio nota come Corea del Sud) sono stati due Paesi simbolo della guerra fredda.
La conoscenza della Repubblica Democratica Popolare di Corea, meglio nota come Corea del Nord, è alquanto scarsa in occidente, eppure se ne parla molto spesso. La Corea del Nord sarebbe, secondo la versione nota dei fatti, uno “stato canaglia”, per dirla con George W. Bush, che minaccerebbe continuamente i vicini della Corea del Sud con i suoi test nucleari e le sue azioni militari, e che organizzerebbe nel suo territorio dei “gulag” per rinchiudere gli oppositori di Kim Jong-Un.
Con il 51,6% dei voti, la sessantenne Park Geun-Hye ha vinto le presidenziali della Corea del Sud, svoltesi il 19 dicembre scorso. La leader del partito di centrodestra Saenuri-dang ha sconfitto l’avvocato Moon Jae-In, del Partito Democratico (Minju Tonghab dang), e sarà il sesto capo di stato dalla democratizzazione del Paese. L’affluenza alle urne è stata elevata (75,8%).