Mafia espressione del Capitalismo
Mafia espressione del Capitalismo: il documento del circolo “Enzo Simeone” di Formia del Partito della Rifondazione Comunista.
Mafia espressione del Capitalismo: il documento del circolo “Enzo Simeone” di Formia del Partito della Rifondazione Comunista.
Il dibattito sulla natura dello stato cinese vede due teorie contrapposte: alcuni vedono nella Cina l’ultimo baluardo del socialismo, altri la considerano come un Paese capitalista alla stregua degli Stati Uniti. Ma la realtà è che il modello cinese odierno differisce da quello statunitense, così come non può essere paragonato a quello sovietico.
Pubblicato per la prima volta sulle pagine del Sotsial-Demokrat n. 44 del 23 agosto 1915, lo scritto di Vladimir Lenin “sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa” resta ancora di grande attualità, come si evince dalla sua frase più rappresentativa: “Gli Stati Uniti d’Europa in regime capitalistico sarebbero o impossibili o reazionari”.
La crisi sanitaria dovuta all’epidemia da nuovo coronavirus sta mettendo a nudo tutti i limiti del sistema economico capitalista e della costruzione dell’Unione Europea. Suggeriamo alcune riforme a breve e a lungo termine che potrebbero permettere di convertire il sistema economico e renderlo più adatto a rispondere alle emergenze.
Il Communist Party of Britain (CPB) analizza l’attuale epidemia da nuovo coronavirus alla luce della crisi strutturale del capitalismo e propone le misure necessarie ad affrontare sia la crisi sanitaria che quella del sistema economico vigente. Di seguito la traduzione del comunicato pubblicato dal CPB lo scorso 18 marzo.
Il Partito Comunista d’Irlanda analizza l’attuale crisi sanitaria mettendola in relazione con la crisi strutturale del capitalismo. Una lettura la cui validità è immutata anche per gli altri Paesi, e che mette in risalto la crisi strutturale del sistema capitalista al di là dell’emergenza del momento.
La pandemia da nuovo coronavirus sta causando gravi danni da diversi punti di vista. Ma questa può anche essere utilizzata come opportunità per analizzare le criticità del sistema attuale e dare vita ad un nuovo sistema economico, nuovi assetti politici ed un diverso rapporto con l’ambiente.
Al 20 maggio, sono ufficialmente 270 i morti sul luogo di lavoro registrati in Italia da inizio anno, cifra che supera i 450 se si considerano anche i morti sulle strade per raggiungere il luogo di lavoro o per svolgere una mansione lavorativa. Lo scorso anno, invece, i morti sul lavoro sono stati 634, 1.350 comprendendo ancora quelli sui mezzi di trasporto. I numeri sarebbero ancora maggiori considerando i lavoratori informali, molti dei quali resteranno per sempre anonimi, senza parlare di quelle vittime che dopo anni di sofferenze muoiono a causa di malattie contratte sul posto di lavoro.