Sport e diplomazia ai SEA Games 31
I SEA Games 31, manifestazione sportiva che riunisce gli undici Paesi dell’Asia sud-orientale, sono stati anche l’occasione per rafforzare le relazioni diplomatiche tra i governi della regione.
I SEA Games 31, manifestazione sportiva che riunisce gli undici Paesi dell’Asia sud-orientale, sono stati anche l’occasione per rafforzare le relazioni diplomatiche tra i governi della regione.
Il presidente vietnamita Nguyễn Xuân Phúc ha effettuato una visita diplomatica ufficiale in Cambogia, dove ha incontrato i massimi esponenti politici del Paese confinante, compreso il sovrano Norodom Sihamoni.
Le riunioni hanno affrontato temi di grande importanza internazionale come la soluzione della questione del Myanmar e l’intensificarsi dei legami con la Cina, attraverso il rafforzamento dell’Area di libero scambio ASEAN-Cina (ACFTA).
Nonostante gli ottimi risultati ottenuti fino ad ora, Vietnam, Laos e Cambogia hanno registrato un preoccupante incremento di casi positivi negli ultimi giorni, che riescono di determinare estreme difficoltà per paesi rimasti quasi al riparo dal contagio.
Lo scorso 21 febbraio si sono tenute le elezioni nella Repubblica Popolare Democratica del Laos, che nel frattempo rafforza i propri legami con i vicini Vietnam e Cambogia.
La gestione delle acque dei grandi fiumi che attraversano diversi Paesi sta diventando una questione di primaria importanza sulla scena internazionale: tra i punti caldi del momento, il Nilo nell’Africa nord-orientale ed il Mekong nel sud-est asiatico.
Il Vietnam e gli altri Paesi dell’ASEAN rappresentano un esempio di cooperazione nel momento della difficoltà, in contrasto con il clima che si respira tra i membri dell’Unione Europea.
Quello di Pol Pot è considerato universalmente uno dei regimi più sanguinari della storia, ed il nome del dittatore cambogiano viene generalmente evocato per screditare il Comunismo. Ma qual è la sua vera storia?
Le elezioni generali tenutesi in Cambogia lo scorso 29 luglio hanno rafforzato ulteriormente il potere del Partito Popolare Cambogiano e del primo ministro Hun Sen.
Da quando, negli anni ’90, il Partito Popolare Cambogiano KPK (Kanakpak Pracheachon Kâmpuchéa) ha abbandonato ufficialmente il marxismo-leninismo per approcciare il socialismo riformato, le elezioni hanno sempre e comunque dato ragione agli ex comunisti ed al loro leader Hun Sen. Anche questa volta il responso elettorale ha confermato il primo posto del KPK, ma con una netta flessione che ha visto l’avvicinarsi degli avversari.