Bulgaria: Boyko Borisov sconfitto dopo dodici anni
Dopo non essere riuscito a formare un nuovo governo, Boyko Borisov è stato sconfitto alle elezioni dell’11 luglio. Ma la formazione del nuovo governo non sembra essere un compito facile.
Dopo non essere riuscito a formare un nuovo governo, Boyko Borisov è stato sconfitto alle elezioni dell’11 luglio. Ma la formazione del nuovo governo non sembra essere un compito facile.
Le legislative dello scorso 4 aprile hanno portato ad una situazione di stallo, obbligando il presidente Rumen Radev ad indire nuove elezioni.
Il partito del primo ministro bulgaro ha ottenuto il primo posto alle elezioni legislative, ma molto probabilmente Borisov non riuscirà a formare un governo.
Lo scorso 26 marzo si sono tenute in Bulgaria le elezioni anticipate per il rinnovo della composizione dell’Assemblea nazionale (Народно събрание, Narodno sabranie), il parlamento unicamerale dello stato dell’Europa orientale. Inizialmente prevista per il 2018, infatti, la chiamata alle urne è stata anticipata in seguito alle dimissioni presentate dal premier Boyko Borisov, dovute ai risultati delle presidenziali, dove la candidata da lui sostenuta, Tsetska Tsacheva, era stata sconfitta dal candidato dei socialisti Rumen Radev. Nel frattempo, Ognyan Gerdzhikov aveva ricoperto la carica di capo del governo ad interim.
Le elezioni bulgare di maggio hanno visto la più bassa affluenza nella storia del Paese: solo il 51,3% degli aventi diritto si è recato alle urne. Un dato in linea con le forti proteste che hanno avuto luogo nella capitale Sofia e nel resto del Paese negli ultimi mesi, e che hanno portato alla caduta del governo di Boyko Borisov, sostituito provvisoriamente dall’indipendente Marin Raykov.
Le grandi manifestazioni che hanno invaso le strade di tutta la Bulgaria hanno spinto il Governo verso le dimissioni. Il Primo Ministro, Boyko Borisov, è infatti stato costretto a lasciare il proprio incarico in seguito alle proteste di massa, in particolare nella capitale Sofia, riguardanti soprattutto il prezzo eccessivo dell’elettricità.