In questi giorni si è parlato di Afghanistan soprattutto dopo che Donald Trump ha annunciato il prossimo dimezzamento del contingente statunitense presente in quel Paese (da 14.000 a 7.000), dopo oltre diciassette anni di permanenza a stelle e strisce. La decisione di Trump, assai contestata da diversi vertici militari, si affianca all’ancor più clamoroso annuncio di voler ritirare completamente i propri militari da una Siria ancora lontana dall’essere tornata alla stabilità. Dare un giudizio sul provvedimento del presidente degli Stati Uniti d’America diventa a questo punto tutt’altro che semplice: da un lato, infatti, sembrerebbe porre fine all’escalation imperialista della presenza statunitense nell’area mediorientale e dell’Asia centrale, dall’altro, però, rischia di lasciare nel caos più totale due Paesi che gli stessi USA hanno contribuito a destabilizzare ed a portare alla guerra interna.