La Cina rafforza i suoi legami con i Paesi sudamericani
L’aumento della presenza cinese in America meridionale è osteggiato dagli Stati Uniti, che ancora oggi considerano l’intero continente come il proprio giardino di casa.
L’aumento della presenza cinese in America meridionale è osteggiato dagli Stati Uniti, che ancora oggi considerano l’intero continente come il proprio giardino di casa.
Il governo argentino ha annunciato i primi risultati nella riduzione della quota di debito in dollari. Nel frattempo, i comunisti argentini hanno lanciato la loro campagna finanziaria, che propone soprattutto l’applicazione di una tassa permanente sulle grandi fortune.
In carica da dicembre, il presidente argentino Alberto Fernández sapeva di dover risollevare un Paese reduce da quattro anni di iperliberismo sfrenato sotto la guida di Mauricio Macri. Ai problemi economici, poi, si è aggiunta anche la pandemia da nuovo coronavirus.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il continente sudamericano, ed in particolare il Brasile, rappresenta il nuovo epicentro mondiale della pandemia da nuovo coronavirus. Il Venezuela resta il Paese che sta affrontando l’emergenza nel modo più efficace.
Il Paese sudamericano si trova alle prese con una possibile nuova crisi del debito, proprio nel bel mezzo della pandemia da nuovo coronavirus.
Dopo la vittoria di Alberto Fernández nella corsa alla presidenza, la coalizione di sinistra del Frente de Todos ha conquistato la maggioranza assoluta al Senato e quella relativa alla Camera dei Deputati.
Le elezioni presidenziali del 27 ottobre hanno sancito la sconfitta del neolibersita Mauricio Macri, spodestato da Alberto Fernández, nuovo presidente del Paese con Cristina Fernández de Kirchner come vice.
I risultati delle primarie e tutti in sondaggi effettuati vedono il presidente argentino in carica, Mauricio Macri, in netto svantaggio rispetto allo sfidante Alberto Fernández. Le elezioni presidenziali sono previste per il prossimo 27 ottobre.
In pochi se ne saranno resi conto, visto il diverso peso che viene dato alle due questioni, ma il Venezuela non è l’unico Paese sudamericano ad affrontare una grave crisi economica in questo momento. Una situazione catastrofica si sta sviluppando anche in Argentina, ma le due situazioni vengono trattate in maniera assai differente dai mass media occidentali: forse perché il presidente argentino Mauricio Macri è un assertore dell’iperliberismo, mentre Nicolás Maduro propone una via d’uscita alternativa? O forse perché, in fondo, alle crisi argentine siamo abituati (guarda caso sempre con il contributo di governi liberisti)?
Mentre la stampa nostrana è impegnata nella campagna di diffamazione nei confronti del Venezuela di Nicolás Maduro, dovrebbero essere ben altre le preoccupazioni riguardanti il continente sudamericano. Pensiamo, ad esempio, alle elezioni presidenziali colombiane, delle quali abbiamo parlato in diversi articoli, e che proprio in queste ore hanno visto l’ennesimo omicidio politico ai danni di un attivista sociale, oppure all’incarcerazione dell’ex presidente brasiliano Ignacio Lula, impossibilitato a ripresentarsi per la prossima tornata elettorale. Non meno grave, poi, è la situazione in Argentina, dove il presidente liberista e filostatunitense Mauricio Macri sta trascinando il Paese, ancora una volta, sull’orlo della crisi economica ed istituzionale.