Russofobie – Intervista al prof. Angelo d’Orsi
Danilo Ruggieri (redazione) intervista il prof. Angelo d’Orsi, con la partecipazione di Fabrizio Marchi (direttore de L’Interferenza).
Danilo Ruggieri (redazione) intervista il prof. Angelo d’Orsi, con la partecipazione di Fabrizio Marchi (direttore de L’Interferenza).
Nel corso di una conferenza all’ANPI di Napoli su “Russofilia, Russofobia, Verità”, un gruppo di attivisti filoucraini irrompe in sala con provocazioni e intimidazioni. Angelo d’Orsi denuncia un clima politico-mediatico ormai irrespirabile e annulla tutte le conferenze future senza adeguate garanzie di sicurezza.
Tra categorie foucaultiane e cronaca politica, l’intervento di Angelo D’Orsi riapre un nodo che molti vorrebbero rimuovere: l’intreccio tra neoliberismo, culto del leader, esclusione sociale e pulsioni autoritarie. Un “fascismo 2.0” o l’esito coerente della razionalità di mercato?
Angelo d’Orsi pubblica un comunicato nel quale denuncia la censura della conferenza prevista per il 9 dicembre al Teatro Grande Valdocco di Torino.
Il prof. Angelo d’Orsi esprime la propria solidarietà nei confronti di Enzo Iacchetti, ingiustamente e assurdamente querelato dall’UCEI per “odio razziale”, semplicemente per aver denunciato i crimini di Israele.
Pubblichiamo il secondo comunicato del Prof. Angelo d’Orsi sulla vergognosa censura subita dalla città di Torino. Buona lettura.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del prof. Angelo d’Orsi sull’annullamento della conferenza “Russofobia, russofilia, verità”, prevista il 12 novembre a Torino. La conferenza è stata successivamente ripristinata e si terrà alle ore 21 di questo mercoledì.
Accusato di “putinismo” e invitato a «andarsene in Russia», il prof. Angelo d’Orsi accetta la provocazione e racconta un viaggio tra sanzioni, il fascino del teatro Bol’šoj e la vita quotidiana di Mosca e San Pietroburgo, smontando i cliché occidentali su censura, economia al collasso e consenso.
Il brutalismo, nato come corrente architettonica, oggi si è trasferito nella politica, segnando un’epoca di comando brutale e coercitivo. Dalla scena internazionale all’Italia, il prof. Angelo D’Orsi ci offre un’analisi di come questa logica plasmi il potere contemporaneo.
In questa letttera aperta, il prof. Angelo d’Orsi si rivolge a Edith Bruck e Liliana Segre, figure simbolo della memoria della Shoah, chiedendo loro una riflessione critica sulla situazione a Gaza e una presa di posizione chiara contro le politiche genocide israeliane.