Lukašėnka: “Integrazione con la Russia senza perdita di sovranità”
Dopo un anno di assalti da parte delle forze reazionarie, Aljaksandr Lukašėnka è ancora il presidente della Bielorussia, ed ha in mente importanti piani per il futuro del suo Paese.
Dopo un anno di assalti da parte delle forze reazionarie, Aljaksandr Lukašėnka è ancora il presidente della Bielorussia, ed ha in mente importanti piani per il futuro del suo Paese.
Il progetto di accerchiamento della Russia europea da parte della NATO è oggi quasi completo, e per raggiungere i suoi scopi l’atlantismo ha stretto alleanze con neonazisti e personaggi loschi di ogni sorta.
Il presidente bielorusso Aljaksandr Lukašėnka ha invocato una sempre più stretta integrazione tra Russia e Bielorussia, anche se ha affermato la necessità di non bruciare le tappe nel processo di integrazione.
Le forze interne ed esterne che attaccano il governo di Aljaksandr Lukašėnka in Bielorussia dovranno fare i conti con la Russia di Vladimir Putin: è questo il chiaro segnale che proviene da Mosca.
La bandiera bianco-rossa utilizzata dall’opposizione e la bandiera ufficiale della Bielorussia, di colore rosso-verde, possono essere utilizzate per raccontare la storia del Paese e capire meglio l’identità di coloro che le sventolano.
La visita del primo ministro russo Michail Mišustin a Minsk si inserisce nel quadro del rafforzamento dei legami tra Russia e Bielorussia per rispondere all’offensiva lanciata dalle forze della NATO e dell’Unione Europea.
L’offensiva lanciata da Stati Uniti e Unione Europea contro la Bielorussia ha avuto l’unico effetto di rafforzare il legame tra Minsk e Mosca, e di interrompere il processo di velato avvicinamento all’Occidente intrapreso da Aljaksandr Lukašėnka.
Il presidente bielorusso Aljaksandr Lukašėnka respinge le ingerenze straniere provenienti dai Paesi dell’Unione Europea e della NATO nelle questioni interne della politica bielorussa. Il Ministero della Difesa ha inoltre annunciato esercitazioni militari nell’area di Hrodna, nei pressi del confine con Polonia e Lituania.
Mentre la stampa occidentale dipinge la Bielorussia come un Paese unito contro il “dittatore” Lukašėnka, il presidente chiama a raccolta i suoi e propone l’approvazione di una nuova costituzione al fine di redistribuire i poteri.
Dopo la nuova vittoria di Aljaksandr Lukašėnka alle elezioni presidenziali, gli scontri nelle strade di Minsk sembrano presagire un nuovo tentativo di rivoluzione colorata, come accaduto in altre repubbliche dell’ex Unione Sovietica.