Brasile: Lula non sarà in corsa alle presidenziali
Favorito secondo tutti i sondaggi per le elezioni presidenziali in Brasile, Luiz Inácio Lula è stato costretto a rinunciare alla candidatura a causa dell’accanimento giudiziario nei suoi confronti.
Favorito secondo tutti i sondaggi per le elezioni presidenziali in Brasile, Luiz Inácio Lula è stato costretto a rinunciare alla candidatura a causa dell’accanimento giudiziario nei suoi confronti.
Le immagini dei tanti cittadini che negli ultimi mesi hanno abbandonato il Venezuela sono state utilizzate da parte della stampa occidentale per screditare il governo di Nicolás Maduro. Ovviamente, nessuno può negare che tanti venezuelani abbiano deciso di lasciare il Paese a causa della crisi economica, ma a colpire è stato soprattutto l’uso strumentale di questo fenomeno, visto che nel mondo esistono numerosi Paesi dai quali le persone si allontanano per ragioni economiche, senza che però le televisioni ed i giornali si sentano in dovere di informarcene. Significativo, poi, è anche il vocabolario utilizzato: dal Venezuela (come in passato si diceva per Cuba) le persone “scappano”, dal resto del mondo “emigrano”.
In pochi se ne saranno resi conto, visto il diverso peso che viene dato alle due questioni, ma il Venezuela non è l’unico Paese sudamericano ad affrontare una grave crisi economica in questo momento. Una situazione catastrofica si sta sviluppando anche in Argentina, ma le due situazioni vengono trattate in maniera assai differente dai mass media occidentali: forse perché il presidente argentino Mauricio Macri è un assertore dell’iperliberismo, mentre Nicolás Maduro propone una via d’uscita alternativa? O forse perché, in fondo, alle crisi argentine siamo abituati (guarda caso sempre con il contributo di governi liberisti)?
Travolto da una crisi economica che affonda le sue radici più al di fuori del Venezuela che all’interno del Paese sudamericano, il governo di Nicolás Maduro corre ai ripari e vara un piano per riportare il Paese alla stabilità.
Due mesi dopo le elezioni presidenziali vinte dal candidato di centro-destra Iván Duque Márquez, i cittadini colombiani sono stati richiamati alle urne domenica 26 agosto per un referendum composto da sette quesiti, ribattezzato “referendum anti-corruzione”.
È notizia di queste ore, anche se per gli osservatori più attenti non rappresenta di certo una sorpresa: Donald Trump voleva realizzare un piano per l’invasione armata del Venezuela e far cadere il governo di Nicolás Maduro, cosa che lo stesso capo di stato di Caracas aveva già detto più volte in passato.
Non si placano gli attacchi contro il Venezuela di Nicolás Maduro da parte della stampa e dei governi occidentali, gli stessi che in questi giorni stanno festeggiando la vittoria del candidato Iván Duque Márquez alle presidenziali colombiane. Ancora una volta, andiamo a rispondere alla propaganda antivenezuelana, mettendone in risalto le contraddizioni, già di per sé evidenti.
Sono stati ufficializzati i risultati del secondo turno delle elezioni presidenziali in Colombia, svoltosi domenica 17 giugno. Il nuovo capo di stato del Paese sudamericano, a partire dal 7 agosto di quest’anno, sarà il quarantunenne Iván Duque Márquez, che nel ballottaggio ha sconfitto il cinquantottenne Gustavo Petro.
Mentre la stampa nostrana è impegnata nella campagna di diffamazione nei confronti del Venezuela di Nicolás Maduro, dovrebbero essere ben altre le preoccupazioni riguardanti il continente sudamericano. Pensiamo, ad esempio, alle elezioni presidenziali colombiane, delle quali abbiamo parlato in diversi articoli, e che proprio in queste ore hanno visto l’ennesimo omicidio politico ai danni di un attivista sociale, oppure all’incarcerazione dell’ex presidente brasiliano Ignacio Lula, impossibilitato a ripresentarsi per la prossima tornata elettorale. Non meno grave, poi, è la situazione in Argentina, dove il presidente liberista e filostatunitense Mauricio Macri sta trascinando il Paese, ancora una volta, sull’orlo della crisi economica ed istituzionale.
Dopo il primo turno, tenutosi domenica 27 maggio, i cittadini della Colombia saranno nuovamente chiamati alle urne per il secondo turno delle elezioni presidenziali, previsto per il 17 giugno, quando a sfidarsi saranno Iván Duque Márquez (membro del Partido Centro Democrático e candidato per la coalizione Gran Alianza por Colombia) e Gustavo Petro (membro del Movimiento Progresistas e candidato sotto l’egida della coalizione Lista de la Decencia). Proviamo ad effettuare una panoramica sulle divergenze tra i programmi dei due possibili successori di Juan Manuel Santos.