Gabriel Borić eletto presidente del Cile
Il secondo turno delle elezioni presidenziali in Cile ha regalato uno storico risultato alla sinistra del Paese sudamericano, con la vittoria di Gabriel Borić.
Il secondo turno delle elezioni presidenziali in Cile ha regalato uno storico risultato alla sinistra del Paese sudamericano, con la vittoria di Gabriel Borić.
Il secondo turno delle elezioni presidenziali cilene, previsto per il 19 dicembre, vedrà la sfida tra il candidato di sinistra Gabriel Borić e quello di destra José Antonio Kast.
Le elezioni regionali del 21 novembre hanno sancito una nuova schiacciante vittoria per la Rivoluzione Bolivariana e il governo di Nicolás Maduro, mentre i grandi sconfitti sono l’imperialismo statunitense e i suoi alleati golpisti in Venezuela.
La coalizione che fa capo al presidente Alberto Fernández ha raggiunto l’obiettivo minimo, ovvero quello di non lasciarsi scavalcare dalla destra di Mauricio Macri.
Dall’elezione del presidente Pedro Castillo, il Perù ha riorientato la propria politica estera verso Paesi come Venezuela, Bolivia, Cuba e Cina. Intanto il nuovo governo coordinato dal primo ministro Mirtha Vásquez ha ottenuto la fiducia in parlamento.
“Non comprometteremo il futuro per il FMI”, ha affermato il presidente argentino Alberto Fernández nel giorno dell’anniversario della scomparsa di Néstor Kirchner. Intanto, l’ex presidente Mauricio Macri deve affrontare seri guai giudiziari.
Il secondo round di colloqui tenutosi in Messico ha portato alla firma di due accordi parziali tra governo e opposizione venezuelani. La terza fase avrà luogo tra il 24 ed il 27 settembre.
I decreti emessi di recente dal governo cileno hanno portato al riemergere delle dispute territoriali e marittime che hanno caratterizzato le conflittuali relazioni tra Cile e Argentina sin dai tempi dell’indipendenza.
L’Organizzazione degli Stati Americani sta vivendo una grave crisi che potrebbe portare alla nascita di una nuova organizzazione alternativa, come proposto dal governo messicano di Andrés Manuel López Obrador.
Sin dalla sua vittoria alle presidenziali, Pedro Castillo ha dovuto fronteggiare i continui attacchi da parte della destra reazionaria, che ora sta attaccando i ministri del nuovo governo.