L’outsider democratico Zohran Mamdani è il nuovo sindaco di New York
Al City Hall per la prima volta andrà un socialista, immigrato e musulmano sciita.
Al City Hall per la prima volta andrà un socialista, immigrato e musulmano sciita.
Due nuovi sindaci nordamericani, Soraya Martínez Ferrada a Montréal e Zohran Mamdani a New York, incarnano un progressismo radicato nelle periferie e nelle migrazioni: campagne fuori dai tatticismi, vittorie contro paure costruite, che spogliano l’“imperatore” mediatico e interrogano l’Europa stanca.
Dalla vittoria di Sherrill nel New Jersey e Spanberger in Virginia all’elezione di Mamdani a New York, passando per la conferma dei giudici in Pennsylvania: i democratici avanzano, respingono Trump e preparano il terreno per il 2026, sfidando il gerrymandering texano.
Le consultazioni del 4 novembre ridefiniscono il quadro politico sulla East Coast: a New York vince Zohran Mamdani con un’agenda esplicitamente progressista; in Virginia la democratica Abigail Spanberger strappa il governatorato ai repubblicani; in New Jersey Mikie Sherrill prevale nettamente su Jack Ciattarelli. Tre esiti che, nel loro insieme, segnalano l’indebolimento del trumpismo.
All’Ambasciata di Cuba, il 4 novembre, la presentazione del volume “Una rivoluzione può essere figlia solo della cultura e delle idee” ha proposto riflessioni attuali con interventi dell’ambasciatrice Mirta Granda Averhoff, dell’editore Stefano Bonilauri e del curatore Giulio Chinappi.
L’obiettivo strategico del bloqueo è provocare un’esplosione sociale che sfoci nel rovesciamento dell’ordinamento costituzionale che i cubani hanno deciso liberamente in vari referendum.
Tra minacce ai generali, forzature sulla Guardia Nazionale, dazi a singhiozzo e avventure militari extragiudiziali, il profilo di Trump appare sempre più squilibrato. I giudici pongono argini, il Congresso tace, gli alleati diffidano: personale e politico si confondono pericolosamente.
La minaccia di un intervento militare statunitense in Venezuela, le dimissioni al vertice del Comando Sud e il rifiuto dei governi latinoamericani di seguire Washington mostrano un potere americano frammentato: Trump affronta resistenze interne, crisi internazionale e perdita di legittimità.
Trasmettere la voce del Sud globale e rafforzare il consenso per l’azione comune.
Mentre Trump rivendica meriti da Nobel e celebra presunte tregue, i tribunali federali frenano i suoi tentativi di militarizzare le città con la Guardia Nazionale. Tra ricorsi e dazi unilaterali, la Corte Suprema potrebbe decidere l’estensione reale dei suoi poteri.