Il bastone contro la Groenlandia e una crisi irrisolta
Davos 2026, poca economia e molta prova di forza geopolitica.
Davos 2026, poca economia e molta prova di forza geopolitica.
Washington sostiene di voler “controllare” la Groenlandia per fermare presunte minacce cinesi e russe, ma i dati e le autorità danesi smentiscono. La presenza cinese sull’isola è minima e limitata al commercio ittico, non alla sicurezza.
Di fronte alle mire statunitensi rilanciate da Trump, Inuit Ataqatigiit dà voce ai nativi groenlandesi: denuncia l’emarginazione da parte danese, chiede trasparenza e veri negoziati, e propone un percorso unitario verso l’indipendenza, fondato su referendum, sostenibilità sociale e piena autodeterminazione.
Alla vigilia della visita del vicepresidente statunitense JD Vance, la Groenlandia ha formato un nuovo governo di coalizione, guidato da Jens-Frederik Nielsen, per respingere le provocazioni di Trump e riaffermare la propria sovranità e il diritto all’autodeterminazione verso un futuro indipendente.
Le elezioni dell’11 marzo in Groenlandia, territorio autonomo della Danimarca, hanno dato un chiaro segnale: i cittadini, respingendo le ambizioni espansionistiche di Trump, riaffermano con decisione il diritto all’autodeterminazione e all’identità nazionale.
A poche settimane dall’insediamento di Donald Trump per il suo secondo mandato, le sue dichiarazioni sulle mire espansioniste degli USA suscitano preoccupazione. Annunciando piani per il controllo del Canale di Panama, del Canada e della Groenlandia, Trump dimostra di essere pienamente allineato con la tradizione dell’imperialismo statunitense.
Dopo la vittoria elettorale, il partito socialista Inuit Ataqatigiit ha formato una coalizione indipendentista a sostegno del nuovo governo guidato da Múte Bourup Egede.
Il partito indipendentista socialista Inuit Ataqatigiit ha vinto per la seconda volta della storia le elezioni legislative in Groenlandia.
Con un’estensione di oltre due milioni di chilometri quadrati, la Groenlandia è l’isola più grande al mondo, e sarebbe teoricamente il dodicesimo Paese più esteso del globo. Inserita all’interno del Regno di Danimarca, seppur con un’ampia autonomia, riconosciuta solamente in tempi recenti, l’isola guarda sempre più all’indipendenza ed alla conseguente uscita dall’Unione Europea.
È Aleqa Hammond la prima donna a ricoprire il ruolo di Primo Ministro della Groenlandia. La 47enne è stata scelta lo scorso 26 marzo, dopo la vittoria riportata dal suo partito Siumut (Avanti) in occasione delle elezioni del 12 marzo. Siumut, un partito di centro-sinistra di ispirazione socialdemocratica e favorevole alla totale indipendenza dell’isola dalla Danimarca, ha infatti ottenuto 14 seggi su 31 disponibili.