L’incapacità politica dei socialisti spagnoli
In Spagna, i socialisti avevano deciso di andare alle urne per ottenere una maggioranza più consistente, invece hanno solamente propiziato l’ascesa dell’estrema destra.
In Spagna, i socialisti avevano deciso di andare alle urne per ottenere una maggioranza più consistente, invece hanno solamente propiziato l’ascesa dell’estrema destra.
Per la prima volta nella sua storia, l’Andalusia avrà un governo di centro-destra, oltretutto con il sostegno della forza di estrema destra nostalgica del franchismo Vox. Venerdì 18 gennaio si insedierà infatti l’esecutivo regionale guidato dall’ex senatore popolare Juan Manuel Moreno.
Domenica 2 dicembre si sono tenute le elezioni regionali dell’Andalusia, una delle diciassette comunità autonome che compongono la Spagna. Il voto in Andalusia è considerato come fondamentale per le forze politiche iberiche, anche perché rappresenta la comunità più popolata del Paese, con quasi otto milioni e mezzo di abitanti sui 46.5 milioni che popolano tutto il regno. L’affluenza alle urne è stata pari al 56.4%, con un calo di quasi sei punti percentuali.
È storia di poche settimane fa: colpito duramente dalla la sentenza del cosiddetto caso Gürtel, il governo di centro-destra guidato da Mariano Rajoy ha lasciato spazio ad una nuova maggioranza di centro-sinistra, condotta dal PSOE (Partito Socialista Operaio Spagnolo – Partido Socialista Obrero Español) del nuovo primo ministro Pedro Sánchez, in grado di sfiduciare Rajoy e di prendere in mano le redini della Spagna.
La questione dell’indipendentismo catalano non è certamente qualcosa di nuovo, tant’è che le prime tracce di movimenti ostili alla Castiglia, il centro nevralgico della Spagna moderna, si trovano già nel XIV secolo. Nel corso dei secoli, Madrid e Barcellona hanno dato vita ad un lungo braccio di ferro, con l’alternarsi di periodi di forte centralismo da parte del governo ed altri di maggiori concessioni nei confronti della Catalogna e delle ulteriori entità che compongono il territorio sotto il controllo della monarchia iberica.
Quarantaseienne galiziano, Javier Couso Permuy vanta una lunga militanza politica, che lo ha portato ad entrare nel parlamento europeo in rappresentanza di Izquierda Unida, il partito della sinistra spagnola. Autore un documentario che denuncia la manipolazione operata dai mass media e promotore di numerose iniziative per la difesa dei diritti sociali, Couso è abituato ad avere molti nemici tra i potenti di Spagna e d’Europa, ma questa volta ha ricevuto addirittura delle minacce di morte, come ha denunciato egli stesso di recente, per aver difeso al Parlamento di Bruxelles il Venezuela dagli attacchi mediatici dell’Unione Europea.
Domenica si sono svolte le elezioni per rinnovare il parlamento della Catalogna, la comunità autonoma spagnola dove si trova Barcellona. Artur Mas, presidente uscente, aveva fallito nel suo dialogo con il premier Mariano Rajoy in vista di un’eventuale indipendenza della Catalogna e questo aveva portato alla nuova tornata elettorale.
La scorsa domenica due delle comunità autonome spagnole, la Galizia e i Paesi Baschi, sono andate alle urne per rinnovare i rispettivi parlamenti. Un banco di prova importante per il Partido Popular, attualmente al governo sotto la guida di Mariano Rajoy.