Sochi 2014: minacciati i Comitati Olimpici di Ungheria e Slovenia
Più i Giochi Olimpici si avvicinano, più il clima sta diventando rovente e la questione sicurezza assume un profilo sempre più concreto.
Più i Giochi Olimpici si avvicinano, più il clima sta diventando rovente e la questione sicurezza assume un profilo sempre più concreto.
Sono già in molti gli atleti degli sport invernali ad aver preso una posizione decisa contro le leggi omofobe promosse dal governo russo, volte, secondo quanto affermato dalle autorità del Paese che ospiterà le Olimpiadi a febbraio, a vietare la “propaganda omosessuale in pubblico”.
I recenti attentati di Volgograd, città storicamente nota come Stalingrado, a 688 km da Soči, hanno seriamente posto il problema della sicurezza in Russia per quanto riguarda l’organizzazione dei prossimi Giochi Olimpici invernali.
Dopo il Presidente della Germania, Joachim Gauck, che ha affermato che non si recherà in Russia per i Giochi Olimpici di Soči 2014, è stato il turno del numero uno francese, François Hollande, annunciare lo stesso per bocca di Laurent Fabius, Ministro degli Esteri.
In Russia ha suscitato numerose polemiche l’annuncio del Presidente tedesco, Joachim Gauck, che ha deciso di non recarsi a Soči in occasione dei Giochi Olimpici invernali. Sebbene il portaparola del capo di stato teutonico abbia specificato che la decisione non è dovuta alla volontà di inviare un messaggio politico, ricordando che in passato raramente il Presidente della Federazione ha assistito alla manifestazione a cinque cerchi, ne Paese che organizzerà le Olimpiadi questa decisione è stata accolta in modo molto polemico.
Giovedì la Georgia ha annunciato che prenderà parte ai Giochi Olimpici 2014, che si terranno nella città di Soči, nel Caucaso russo. Il governo georgiano aveva infatti minacciato di boicottare la manifestazione, visto che al momento non esistono relazioni diplomatiche tra i due Paesi, situazione che si protrae dalla guerra dell’estate 2008.
Che la Russia sia stata scelta per ospitare le Olimpiadi del 2014, così come per i Mondiali di calcio del 2018, non deve sorprendere.
I Giochi Olimpici si avvicinano, ed un gruppo islamista del Caucaso russo ha deciso di venire allo scoperto rivendicando i due attentati di Volgograd, la vecchia Stalingrado, che hanno causato trentaquattro morti. Secondo quando riportato dalla stampa russa, gli autori dell’attentato sarebbero membri del gruppo della Vilayat (Provincia) del Daghestan, sostenuto da Ansar al-Sunna, gruppo iracheno che si è reso protagonista di numerosi attentati in Iraq, tra i quali quello di Mossul del 21 dicembre 2004.