Autonomia differenziata: i nuovi problemi creati dal governo Meloni
In questo articolo, Emiliano Gentili e Federico Giusti espongono le principali criticità della legge sull’autonomia differenziata promossa dal governo di Giorgia Meloni.
In questo articolo, Emiliano Gentili e Federico Giusti espongono le principali criticità della legge sull’autonomia differenziata promossa dal governo di Giorgia Meloni.
Mentre molti hanno sottolineato i risultati dell’estrema destra, in pochi hanno reso noto il successo del Partito del Lavoro del Belgio, una forza marxista che ha superato il 20% delle preferenze nella capitale europea Bruxelles grazie alla mobilitazione dei giovani e dei lavoratori.
Due casi emblematici di come all’ombra del Pnrr siano state adottate decisioni discutibili e a rimetterci sono solo lavoratori e lavoratrici. L’articolo di Federico Giusti, delegato Cub.
Dopo la caduta del governo nel mese di marzo, la Repubblica di San Marino è andata a nuove elezioni, con l’Accordo di Associazione con l’Unione Europea che ha rappresentato uno dei temi centrali del dibattito politico.
I fondi del Pnrr agli Enti locali avrebbero dovuto includere una clausola di salvaguardia anti privatizzazione. L’articolo di Federico Giusti.
I Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) rappresentano un aspetto critico dell’autonomia differenziata e del federalismo fiscale, che la Banca d’Italia critica per i rischi economici. I Lep non sembrano garantire diritti sociali uniformi, e permangono preoccupazioni sull’effettiva equità del provvedimento.
Levica, il partito della sinistra radicale, ha avuto un ruolo fondamentale nel riconoscimento della Palestina da parte della Slovenia e in altre politiche portate avanti dal governo di Lubiana.
In vista del secondo turno elettorale Macron ha stipulato un accordo di desistenza con il Nuovo fronte popolare. Se vincesse il partito della Le Pen gli individui di origine straniera non avranno più diritto alla cittadinanza francese.
Per combattere il caporalato urge guardare alla condizione lavorativa e di vita di tutta la forza lavoro. La vulgata ufficiale sul caporalato non serve a combattere le dinamiche di sfruttamento da tempo imperanti.
La regione del Caucaso meridionale si trova attualmente in una situazione di relativa stabilità, ma l’Ossezia del Sud – come la vicina Abkhazia – punta ad un’ulteriore integrazione con la Russia per garantire la propria sicurezza e prosperità economica.