Il welfare perde i pezzi
La povertà del welfare è voluta per favorire le privatizzazioni.
La povertà del welfare è voluta per favorire le privatizzazioni.
Intervento dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell’università al tavolo tematico sulla guerra tenutosi alla Festa Nazionale dei Carc a Pisa il 2 agosto 2025.
Mentre la cronaca milanese si concentra sugli arresti, restano ignorate le cause reali: privatizzazioni dell’edilizia popolare, manutenzioni mancate e assenza di piani casa nazionali. Il patrimonio pubblico si dissolve tra speculazioni e vincoli burocratici, aggravando l’emergenza abitativa.
Le guerre odierne non sono conflitti isolati, ma manifestazioni di uno scontro globale per la futura spartizione del potere mondiale. Mentre Trump prepara un nuovo fronte in Estremo Oriente, gli analisti mettono in guardia l’Occidente e suoi alleati.
Tra stagnazione e decelerazione, l’Italia scopre che la “resilienza” è un’illusione: disoccupazione stabile al 4,9 %, crescita in calo e occupazione trainata dagli over 55. Bassi salari reali, pensioni posticipate e formazione carente accentuano incertezza e declino strutturale.
A pochi giorni dalla pubblicazione del rapporto annuale Inps sono partite le campagne per innalzare ulteriormente l’età della pensione.
Il rifiuto tedesco del bilancio UE da 2.000 miliardi ha segnato il licenziamento politico della Commissione von der Leyen, svelando un’agenda neoliberista che punta a riarmo, privatizzazioni e tagli al welfare. L’Europa, inerme, rischia un dominio dei ricchi e crisi infinite.
Pur innalzando il vessillo della pace, 30 anni di assuefazione alla guerra e il vuoto di analisi economica rendono il pacifismo nostrano inefficace. Tra retromarce di Santoro e mobilitazioni rituali, serve studiare i documenti Ue‑Nato anziché contare sui selfie di piazza.
Non siamo noi a vivere al di sopra delle nostre possibilità, sono i redditi elevati a vivere sempre meglio.
La UE finanzia la “competitività” investendo 175 miliardi in Horizon Europe e stanziando 131 miliardi per difesa e spazio: dietro l’innovazione civico‑digitale si nasconde un massiccio indirizzo all’economia di guerra, con indebitamento e tagli al welfare.