Domande e risposte sulla Pubblica amministrazione
Contratti firmati al ribasso, aumenti al 6% contro un’inflazione tripla, indennità corporative e detassazioni-vetrina: la PA paga il conto di una manovra che spinge sul riarmo e svuota il welfare.
Contratti firmati al ribasso, aumenti al 6% contro un’inflazione tripla, indennità corporative e detassazioni-vetrina: la PA paga il conto di una manovra che spinge sul riarmo e svuota il welfare.
Presentata come redistributiva, la Finanziaria 2026 consolida sgravi e detassazioni favorevoli alle imprese, mentre sanità e welfare restano sottofinanziati e le spese militari crescono con Rearm-EU. Irpef ritoccata, straordinari detassati, misure-spot: il ceto medio paga, i redditi alti brindano; sindacati divisi.
Il “welfare aziendale” viene venduto come un vantaggio esentasse, ma in realtà scambia salario e diritti universali con servizi privati gestiti da imprese e sindacati concertativi. Così si indeboliscono stato sociale, sanità pubblica e previdenza, mentre aumenta il potere degli enti bilaterali e dei privati.
Le prime bozze della Finanziaria 2026 vengono vendute come «redistributive», ma riduzione Irpef e detassazioni su straordinari e rinnovi premiano imprese e ceti medi, drenando risorse dal welfare. Bonus e carte sconto sostituiscono salario e diritti, mentre sanità e pensioni restano scoperte.
Le elezioni del 12 ottobre hanno registrato un’affluenza in crescita e la vittoria della destra, disegnando una nuova geografia segnata tuttavia da una presenza dell’estrema destra inferiore alle proprie ambizioni. La sinistra arretra, ma conserva le proprie roccaforti, riconquista comuni simbolici e rilancia una linea di lotta sociale e democratica contro il governo Montenegro.
Salvador Allende e la memoria di Cinisello Balsamo nel frullatore dei seguaci di “Erodoto Sechi”.
Da 40 anni i salari italiani perdono potere di acquisto, ancora una volta, in occasione della Legge di Bilancio, non si intravede una inversione di marcia.
La Fotografia dell’ISTAT commentata da Rodrigo Rivas.
Fondi ai Comuni tra annunci e incertezze: 150 milioni per il salario accessorio ancora nebulosi, risorse contrattuali insufficienti e flat tax al 15% su indennità che vale pochi euro al mese. Benefici minimi, TFR da 12 a 9 mesi: briciole e beffe.
Con il 47,73% di affluenza, anche la Toscana conferma la sfiducia nel sistema elettorale. Allo stesso tempo, Antonella Moro Bundu ottiene il 5,18%, ma Toscana Rossa resta fuori dal Consiglio regionale. Annunciato ricorso per riconteggio e chiarimenti sul voto disgiunto.