Europa

Regno Unito: i conservatori vincono a metà, manca la maggioranza per Theresa May

Regno Unito: i conservatori vincono a metà, manca la maggioranza per Theresa May

Giovedì 8 giugno i cittadini britannici sono stati chiamati alle urne per le elezioni generali ed il rinnovo dei 650 rappresentanti – uno per collegio elettorale – della House of Commons, la camera bassa del parlamento del Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord, utilizzando il sistema del first-past-the-post (ovvero si elegge il candidato più votato di ciascun collegio). Si è trattato di una tornata elettorale anticipata rispetto a quella prevista per il 2020, basata soprattutto sul confronto tra il primo ministro conservatore Theresa May ed il leader dell’opposizione e candidato laburista Jeremy Corbyn. L’affluenza alle urne si è attestata sul 68%.

Regno Unito: Theresa May favorita per la sua successione, ma i laburisti sono in rimonta

Regno Unito: Theresa May favorita per la sua successione, ma i laburisti sono in rimonta

L’8 giugno i cittadini britannici saranno chiamati alle urne per le elezioni generali ed il rinnovo dei 650 rappresentanti – uno per collegio elettorale – della House of Commons, la camera bassa del parlamento del Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord, utilizzando il sistema del first-past-the-post (ovvero si elegge il candidato più votato di ciascun collegio). Si tratta di una tornata elettorale anticipata rispetto a quella prevista per il 2020, che vedrà il primo ministro conservatore Theresa May affrontare il candidato laburista Jeremy Corbyn.

Unione Europea: sospensione della democrazia? I referendum non vengono rispettati

Unione Europea: sospensione della democrazia? I referendum non vengono rispettati

Il referendum è lo strumento di democrazia diretta più importante tra quelli previsti dai Paesi occidentali. Trattandosi di democrazie rappresentative, il volere dei cittadini resta spesso nel dimenticatoio nei cinque anni che separano una tornata elettorale e l’altra, ma i padri costituenti di quasi tutti gli stati che si autodefiniscono democratici hanno inserito questo strumento, che può essere utilizzato in vari ambiti a seconda di quanto previsto dalla costituzione dei vari Paesi. Negli ultimi anni, abbiamo però assistito ad una serie di esiti referendari che sono stati disattesi, in particolare quelli riguardanti i rapporti tra gli stati e l’Unione Europea.

Svizzera: il referendum boccia per sempre l’energia nucleare

Svizzera: il referendum boccia per sempre l’energia nucleare

“Ma tanto se scoppia una centrale in Svizzera…”: una delle frasi più pronunciate nella primavera del 2011, alle porte del referendum italiano sull’energia nucleare, ci introduce a quanto accaduto domenica 21 maggio proprio nella Confederazione Elvetica (nome ufficiale dello stato dalla bandiera rossocrociata e rigorosamente quadrata). I cittadini svizzeri, proprio come quelli italiani sei anni fa, si sono espressi contro l’energia nucleare, a lungo uno dei fiori all’occhiello del Paese, ed in favore dell’implementazione delle fonti di energia rinnovabili e pulite. Ma andiamo con ordine.

Francia: Emmanuel Macron è il nuovo presidente, l’opposizione pensa alle legislative

Francia: Emmanuel Macron è il nuovo presidente, l’opposizione pensa alle legislative

Emmanuel Macron, il trentanovenne “rottamatore” in versione francese, sarà il nuovo inquilino dell’Eliseo a partire dal prossimo 14 maggio. Il candidato di En Marche! (EM!), forza politica da lui stesso fondata, ha prevedibilmente battuto Marine Le Pen, leader del Front National (FN): il verdetto del secondo turno ha sancito un divario tra i due candidati che è andato anche oltre le aspettative dei sondaggi, con Macron che ha ottenuto il 66.06% delle preferenze contro il 33.94% della rivale (affluenza alle urne del 74.62%).

Francia, elezioni presidenziali 2017: Macron e Le Pen, due volti della classe dominante

Francia, elezioni presidenziali 2017: Macron e Le Pen, due volti della classe dominante

Domenica 7 maggio, gli elettori del secondo Paese più popoloso dell’Unione Europea, la Francia, saranno chiamati a scegliere il nome del loro nuovo capo di stato per i prossimi cinque anni. I due candidati del secondo turno delle elezioni presidenziali ed aspiranti successori del socialista François Hollande sono Emmanuel Macron, trentanovenne fondatore di En Marche! (EM!), e Marine Le Pen, quarantottenne leader del Front National (FN).

Francia, elezioni presidenziali 2017: Macron e Le Pen al secondo turno, programmi e scenari

Francia, elezioni presidenziali 2017: Macron e Le Pen al secondo turno, programmi e scenari

Lo scorso 23 aprile si è tenuto il primo turno delle elezioni presidenziali francesi 2017, al termine del quale sono stati resi noti i nomi dei due candidati che si contenderanno l’accesso Eliseo in occasione del secondo turno, previsto per il prossimo 7 maggio: la sfida sarà tra Emmanuel Macron, trentanovenne leader di En Marche! (EM!), e Marine Le Pen, quarantottenne leader del Front National (FN).

Francia, elezioni presidenziali 2017: i programmi dei principali candidati

Francia, elezioni presidenziali 2017: i programmi dei principali candidati

Il prossimo 23 aprile sarà la data del primo turno delle elezioni presidenziali francesi, al termine del quale saranno resi noti i nomi dei due candidati che si contenderanno l’accesso Eliseo in occasione del secondo turno, previsto per il prossimo 7 maggio. Come noto, infatti, l’elezione del capo di stato al primo scrutinio è possibile solamente nel caso in cui uno dei candidati superi il 50% delle preferenze, ipotesi al momento molto remota.