Europa

Il “governo del cambiamento” asservito a Washington

Il “governo del cambiamento” asservito a Washington

Il governo soi-disant “del cambiamento” ha promesso fuoco e fiamme su tanti fronti, ma in realtà si trova in perfetta continuità con quelli precedenti, in particolare per quanto riguarda la politica estera. Pur affermando, a parole, di voler perseguire un’apertura verso la Russia, l’esecutivo continua invero ad essere perfettamente genuflesso agli interessi di Washington.

Il 2018 segna l’apoteosi della crisi politica in Europa

Il 2018 segna l’apoteosi della crisi politica in Europa

Quello che il continente europeo sta vivendo è indubbiamente uno dei momenti più difficili nella sua storia politica. Basta guardare al numero di governi che cadono, rischiano di cadere o faticano a formarsi dopo le elezioni, tutti fenomeni che hanno caratterizzato l’anno che sta per concludersi, che possiamo considerare come il culmine di una crisi politica già iniziata in precedenza.

Russia: Kožemjako vince nel Krai di Primor’ dopo il boicottaggio dei comunisti

Russia: Kožemjako vince nel Krai di Primor’ dopo il boicottaggio dei comunisti

Si è conclusa l’ultima appendice delle elezioni amministrative in Russia, con la ripetizione delle votazioni nel Krai di Primor’ nella giornata del 16 dicembre. La tornata elettorale ha effettivamente avuto luogo il 9 ed il 23 settembre per quasi tutti i territori che compongono la Federazione Russa: in quell’occasione, i risultati videro il netto calo del partito Russia Unita (in russo: Единая Россия, Edinaja Rossija), la formazione che di fatto appartiene al presidente Vladimir Putin, anche se il capo di Stato, obbligato costituzionalmente alla neutralità, ha lasciato ufficialmente le redini del tutto al fido Dmitrij Medvedev.

Unione Europea: la sovranità apparteneva al popolo. Su referendum e sospensione della democrazia

Unione Europea: la sovranità apparteneva al popolo. Su referendum e sospensione della democrazia

Il referendum è lo strumento di democrazia diretta più importante tra quelli previsti dalla maggioranza dei Paesi occidentali. Trattandosi di democrazie rappresentative, il volere dei cittadini resta spesso nel dimenticatoio nei cinque anni che separano una tornata elettorale e l’altra, ma i padri costituenti di quasi tutti gli Stati che si autodefiniscono democratici hanno inserito questo strumento, che può essere utilizzato in vari ambiti a seconda di quanto previsto dalla Costituzione dei vari Paesi. Negli ultimi anni, abbiamo però assistito ad una serie di esiti referendari che sono stati disattesi, in particolare quelli riguardanti i rapporti tra gli Stati membri e l’Unione Europea.

Armenia: Nikol Pashinyan prende ufficialmente le redini del governo

Armenia: Nikol Pashinyan prende ufficialmente le redini del governo

Per la prima volta della sua giovane storia, l’Armenia è andata alle elezioni anticipate, causate dalla caduta del governo di Serž Sargsyan in seguito alla cosiddetta rivoluzione di velluto armena, avvenuta nella primavera di quest’anno. A guidare la rivolta è stato il principale leader dell’opposizione, Nikol Pashinyan, che ha assunto la carica di primo ministro ad interim l’8 maggio, venendo poi consacrato dal voto popolare nella giornata di domenica 9 dicembre. L’affluenza alle urne, in netto calo, è stata pari al 48.63%.

Francia: Macron e la sua repressione umiliano la cultura francese

Francia: Macron e la sua repressione umiliano la cultura francese

È oramai circa un mese che le strade di Francia sono travolte dal movimento dei “Gilets Jaunes”, il fronte di protesta nato inizialmente per fronteggiare la minaccia di un aumento delle accise sui carburanti, ma poi allargatosi a rivendicazioni sociali molto più ampie, abbracciando il sistema di tassazione nel suo complesso, nonché la richiesta di retribuzioni più elevate ed in generale perorando la causa di una distribuzione più equa delle ricchezze.