La vera crisi migratoria è quella degli italiani
Mentre l’attenzione mediatica è concentrata sull’immigrazione verso il nostro Paese, la vera crisi migratoria riguarda il numero sempre maggiore di italiani che decidono di lasciare la penisola.
Mentre l’attenzione mediatica è concentrata sull’immigrazione verso il nostro Paese, la vera crisi migratoria riguarda il numero sempre maggiore di italiani che decidono di lasciare la penisola.
Il 21 luglio, i cittadini ucraini saranno chiamati alle urne per le elezioni legislative anticipate. Come alle recenti presidenziali, però, il Partito Comunista non potrà prendere parte alla competizione elettorale.
Dopo la schiacciante vittoria ottenuta alle elezioni legislative del 7 luglio, il nuovo primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha presentato la formazione del nuovo esecutivo, nel quale sono presenti diversi volti noti della politica ellenica.
Le elezioni legislative del 7 luglio hanno permesso a Kyriakos Mitsotakis di ottenere la maggioranza assoluta. Alexis Tsipras esce sconfitto ma non crolla, bene i comunisti, sparisce Alba Dorata.
Oggi, domenica 7 luglio, i cittadini della Grecia sono chiamati al voto anticipato per eleggere i trecento deputati del parlamento ellenico.
Dicesi sovranismo “la difesa della sovranità nazionale in opposizione al trasferimento dell’esercizio del potere ad un livello sovranazionale. I partigiani del sovranismo denunciano questo trasferimento di sovranità come una minaccia per l’identità nazionale, o come fonte di nocumento per i principi democratici, allontanando gli elettori dai propri eletti”. La definizione del dizionario Larousse riporta anche che in Europa i sovranisti “rifiutano quella forma di unionismo praticata dai partigiani dell’Unione Europea”. Vuol dire dunque che la definizione di sovranismo e quella di anti-europeismo debbano necessariamente coincidere?
Di argomentazioni contro l’Euro e contro l’Unione Europea, almeno come è concepita ai giorni nostri, se ne possono elencare a bizzeffe, e del resto noi stessi non abbiamo mancato l’occasione di farlo in passato, per non parlare di tanti autori degni di nota nel panorama italiano e continentale. Oggi, tuttavia, abbiamo deciso di affrontare la problematica della moneta unica non da un punto di vista economico, bensì culturale.
Il Manifesto di Ventotene, il cui vero titolo è “Per un’Europa libera e unita. Progetto d’un manifesto”, rappresenta uno dei documenti più citati degli ultimi anni, in quanto – secondo gli europeisti dei nostri giorni – rappresenterebbe una giustificazione teorico-morale all’esistenza dell’Unione Europea. Redatto da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi nel 1941, quando i due si trovavano al confino sull’isola pontina, fu pubblicato nel 1944 da Eugenio Colorni, che ne scrisse anche la prefazione.
Il progetto leviatanico dell’Unione Europea liberista, dopo aver raggiunto un apice di popolarità a cavallo dei due secoli, ha subito un brusco ridimensionamento, perdendo consensi e legittimità popolare. Prima l’introduzione della moneta unica e poi la profonda crisi economica ne hanno messo in luce la vera natura, provocando una conseguente ondata di repulsione da parte dei cittadini del continente.
Come annunciato la scorsa settimana, cinque dei sette partiti che compongono il parlamento della Lettonia hanno trovato un accordo per la formazione del nuovo governo, guidato da Arturs Krišjānis Kariņš.