Il Liechtenstein respinge le misure anti-Covid con un referendum
Un referendum popolare in Liechtenstein ha bocciato le misure restrittive proposte dal governo per controllare l’epidemia di Covid-19.
Un referendum popolare in Liechtenstein ha bocciato le misure restrittive proposte dal governo per controllare l’epidemia di Covid-19.
L’Azerbaigian ha nuovamente infranto il precario equilibrio stabilito nel Caucaso grazie all’intervento della Russia. Nessuna condanna da parte del mondo occidentale, che anzi sperava che la ripresa del conflitto potesse creare nuovi problemi a Mosca.
L’intensificarsi dell’offensiva ucraina, celebrata dai giornali guerrafondai occidentali, ci sta portando dritti verso la terza guerra mondiale. Anche la pazienza di Vladimir Putin ha un limite.
Le elezioni regionali svoltesi lo scorso 11 settembre sono state sottoposte ad attacchi informatici che vanno ad aggiungersi alla guerra ibrida dichiarata dal mondo occidentale contro la Russia. Il leader comunista Zjuganov chiede maggior dialogo al presidente Putin.
Il primo ministro in carica Magdalena Andersson potrebbe decidere di formare un governo delle forze favorevoli all’ingresso della Svezia nella NATO, mentre i partiti di sinistra difendono la storica neutralità militare di Stoccolma.
Gli italiani residenti all’estero si ritroveranno con una rappresentanza ridotta in parlamento ed avranno una scelta molto limitata, obbligati a votare solamente partiti fedeli al sistema che ha portato il Paese alla rovina, ovvero il partito unico del regime della grande borghesia capitalista, europeista e atlantista.
Il Forum Economico Orientale di Vladivostok ha visto la partecipazione di oltre 60 Paesi, Italia compresa, pronti ad investire in Russia, smentendo ancora una volta la propaganda occidentale che continua a parlare di un presunto “isolamento” di Mosca.
L’ascesa di Liz Truss alla guida del governo britannico rischia di peggiorare ulteriormente le relazioni di Londra con Mosca e Pechino.
Mai in Occidente un leader sovietico è stato incensato come Michail Gorbačëv, l’uomo che condannò alla rovina l’URSS, spentosi il 30 agosto a 91 anni.
Gennadij Zjuganov, leader del Partito Comunista della Federazione Russa, ha analizzato la situazione della centrale nucleare di Zaporož’e, sottolineando come i nazisti ucraini, sotto le direttive degli Stati Uniti, stiano mettendo a repentaglio la sicurezza dell’intero pianeta.