I paesi baltici alimentano pericolosi venti di guerra
Estonia, Lettonia e Lituania fomentano la falsa narrativa della minaccia russa per invocare il riarmo Nato che la Ue sarà chiamata a sostenere finanziariamente.
Estonia, Lettonia e Lituania fomentano la falsa narrativa della minaccia russa per invocare il riarmo Nato che la Ue sarà chiamata a sostenere finanziariamente.
Ipocrisia occidentale sui bambini-soldato: mentre si condanna il fenomeno, la Lituania addestra minori ai droni bellici con programmi NATO. Educazione STEM militarizzata e propaganda diffondono la guerra tra i giovani, normalizzando la violenza sotto mentite spoglie tecnologiche.
Nella “europea” Lituania, decreti di glorificazione dei nazisti locali, targhe commemorative dei collaborazionisti, distruzioni dei monumenti antifascisti e esili all’estero di candidati presidenziali… Sono i valori occidentali.
Le elezioni legislative lituane hanno segnato la sconfitta del centro-destra e la vittoria dei socialdemocratici. Tuttavia, le polemiche legate alla formazione del nuovo governo non devono ingannare, visto che la linea del nuovo esecutivo in politica estera non dovrebbe subire cambiamenti.
Le elezioni presidenziali in Lituania hanno riconfermato Gitanas Nausėda con una vittoria schiacciante, dando una nuova spinta alla linea fortemente atlantista e russofoba del governo, accusato di discriminare la minoranza russa.
Secondo fonti dei servizi segreti russi, il “blocco” contro l’exclave russa di Kaliningrad sarebbe volto a strappare il territorio a Mosca e a farne una regione autonoma della Germania.
Secondo l’accordo raggiunto tra le forze politiche lituane per la formazione del nuovo esecutivo, Ingrida Šimonytė dovrebbe ricoprire l’incarico di primo ministro del Paese baltico.
Dopo il referendum in cui i lituani hanno votato contro l’installazione di una nuova centrale nucleare sul proprio territorio, rinunciando quindi all’uso dell’energia nucleare dopo la chiusura del vecchio impianto, il cambio di rotta del Paese baltico viene confermato dal secondo turno delle elezioni parlamentari, che hanno visto una forte perdita del centro-destra a vantaggio soprattutto dei socialdemocratici e dei laburisti.
Fino al 2008, la Lituania poteva essere considerata una delle potenze europee dell’energia nucleare, in quanto riusciva a soddisfare il proprio bisogno energetico per buona parte proprio grazie alla centrale di Ignalina, installata sul suo territorio sin dall’epoca sovietica. Nel 2009, però, la grande centrale di Ignalina è stata chiusa, in seguito ad un parere della Commissione Europea, che l’aveva giudicata troppo pericolosa. L’impianto, che da solo forniva quasi il 70% dell’energia utilizzata dai lituani, era stato segnalato come insicuro per le sue eccessive similitudini con la centrale di Chernobyl.