Il risibile contraddittorio a scuola
Iniziano a manifestarsi con tutta la virulenza possibile le linee guida del Ministero, stiamo parlando del contraddittorio richiesto per ogni dibattito (solo sull’attualità?) nelle scuole.
Iniziano a manifestarsi con tutta la virulenza possibile le linee guida del Ministero, stiamo parlando del contraddittorio richiesto per ogni dibattito (solo sull’attualità?) nelle scuole.
Nel nome delle materie STEM, l’ingresso della Fondazione Leonardo nelle scuole solleva una domanda politica: formazione o militarizzazione strisciante? Tra progetti, partnership e linee guida istituzionali, cresce il rischio di un’istruzione piegata alle esigenze dell’industria bellica e del mercato.
Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara torna all’attacco per arrestare ogni forma di iniziativa, nelle scuole, a sostegno del popolo palestinese.
Il dibattito sulle foibe torna ogni anno tra propaganda e semplificazioni. Questo articolo invita a ricostruire il contesto storico completo: violenze fasciste, occupazioni, repressioni e vendette di guerra, per sottrarre la memoria all’uso elettorale e aprire una riflessione nazionale onesta.
A Pisa la destra governa da anni, ma scende in piazza sulla sicurezza contro sé stessa. Nel quartiere Porta Fiorentina il degrado diventa propaganda repressiva: servono invece servizi, manutenzione, spazi sociali e politiche abitative per ricucire la città senza razzismo.
Nel pubblico impiego salari e rinnovi restano inferiori all’inflazione, con forti disparità tra comparti: la Scuola è la più penalizzata e negli Enti Locali il divario retributivo rispetto alle Funzioni centrali è strutturale. Persistono inoltre precarietà e differenze salariali di genere.
L’intervento del gruppo pisano al Coordinamento No NATO denuncia come riarmo e logiche di guerra stiano trasformando territori, scuola e welfare, mentre le basi USA-NATO diventano snodi logistici per armi e infrastrutture. Servono rete, analisi di classe e campagne unificanti contro militarizzazione e repressione.
Introduzione al dibattito con Pier Giorgio Ardeni, autore del libro “Le classi sociali in Italia oggi”, tenutosi lo scorso 31 gennaio presso il Circolo ARCI Alberone di Pisa.
Nel settore dei beni culturali austerità, appalti al massimo ribasso ed esternalizzazioni hanno prodotto precarietà, salari bassi e sfruttamento, mentre il “volontariato mascherato” sostituisce lavoro regolare. Così musei e servizi culturali si reggono su una manodopera invisibile, professionalizzata e mortificata.
L’università pubblica viene celebrata come leva di sviluppo, ma resta intrappolata tra sottofinanziamento cronico e trasformazione aziendalistica. Tagli, precarietà ed esternalizzazioni indeboliscono didattica e ricerca, mentre il diritto allo studio si scontra con costi crescenti, borse insufficienti e città sempre più espulsive.