Leone XIV: un Papa americano? È cittadino del mondo
L’elezione del nuovo Papa statunitense vista da Domenico Maceri.
L’elezione del nuovo Papa statunitense vista da Domenico Maceri.
Con l’elezione di Robert Francis Prevost come Papa Leone XIV, il richiamo a Leone XIII riapre il dibattito sull’enciclica Rerum Novarum e sul Cattolicesimo sociale: apparente giustizia e solidarietà che tuttavia rifiuta il socialismo e ogni cambiamento radicale.
Papa Francesco non era né un ribelle né un conservatore in incognito, ma un abile tessitore di compromessi apparenti per salvaguardare l’istituzione storica e millenaria della Chiesa: la sua sfida? Mantenere l’equilibrio tra riforma e tradizione senza mai tradire nessuno.
Per la prima volta, l’elezione di un Pontefice potrebbe vedere i cardinali africani, asiatici o latino-americani contare più del vecchio mondo, trasformando non solo la leadership spirituale, ma anche il posizionamento geopolitico della Santa Sede nel XXI secolo.
Con l’eventuale elezione di Luis Antonio Gokim Tagle, cardinale filippino di origini cinesi e artefice del dialogo con Pechino, la Chiesa si orienterebbe verso un modello più inclusivo, segnando un’inedita svolta geopolitica nel Cattolicesimo globale, in linea con l’era multipolare contemporanea.
L’istituzione statuale vaticana, figlia dei Patti Lateranensi del 1929 e rafforzata dal dogma dell’infallibilità papale, promuove un modello di governo assoluto, seppur elettivo, un palese anacronismo nel cuore dell’Europa.
Piccolo omaggio di un miscredente rispettoso a Jorge Bergoglio, primo capo non europeo di una istituzione eurocentrica. Le riflessioni di Rodrigo Rivas dopo la morte di Papa Francesco.