La Cina all’avanguardia nella lotta al riscaldamento globale
L’ex segretario generale delle Nazioni Unite, il sudcoreano Ban Ki-Moon, ha elogiato la Cina come Paese all’avanguardia nella difesa dell’ambiente e nella lotta al riscaldamento globale.
L’ex segretario generale delle Nazioni Unite, il sudcoreano Ban Ki-Moon, ha elogiato la Cina come Paese all’avanguardia nella difesa dell’ambiente e nella lotta al riscaldamento globale.
Attaccata da Donald Trump attraverso l’imposizione dei dazi commerciali e con il sostegno degli Stati Uniti alle proteste di Hong Kong, la Cina di Xi Jinping non può che uscire vincente da questo confronto globale. Di seguito, la traduzione di un articolo pubblicato lo scorso 4 settembre dalla redazione del Quotidiano del Popolo (人民日报, Rénmín Rìbào).
Se Hong Kong continua ad essere sconvolta dalle proteste – spesso violente – contro l’amministrazione di Carrie Lam, il governo centrale di Pechino ha individuato in Shenzhen la nuova vetrina del progresso economico e tecnologico del socialismo cinese.
Le “democrazie” occidentali sono impegnate a reprimere le proteste contro il G7 di Biarritz, ma allo stesso tempo si permettono di ficcare il naso nella politica interna cinese, come dimostra il caso di Hong Kong. A tal proposito, vi proponiamo la traduzione integrale di un articolo firmato da Lu Qiao e pubblicato sul Quotidiano del Popolo.
Mentre i leader dei principali Paesi occidentali si riuniscono inutilmente al G7 di Biarritz, la Cina di Xi Jinping può celebrare i propri successi ed una oramai sempre più salda leadership mondiale.
Le proteste che stanno sconvolgendo la città di Hong Kong hanno messo in moto la macchina mediatica occidentale in funzione anticinese, oscurando gran parte della verità.
La Repubblica Popolare di Corea, meglio conosciuta come Corea del Nord, può essere considerata come la realizzazione materiale dell’ideale di “stato commerciale chiuso” formulato dal filosofo tedesco Johann Gottlieb Fichte?
Vi proponiamo la traduzione del comunicato ufficiale del Partito Comunista del Giappone (日本共産党, Nihon Kyōsan-tō) circa i risultati delle elezioni per la camera alta, tenutesi domenica 21 luglio.
Primo ministro del Giappone ininterrottamente dal 2012, Shinzō Abe cova il sogno mai nascosto di modificare la Costituzione nipponica, rimasta invariata dal 1947.
Le elezioni di domenica 21 luglio hanno confermato la supremazia politica del premier Shinzō Abe, che però non ha ottenuto abbastanza seggi per procedere alla modifica della Costituzione.