La Cina condanna l’uccisione della Guida Suprema dell’Iran
L’attacco statunitense contro l’Iran rischia di trascinare gli USA in un’escalation che potrebbero faticare a controllare.
L’attacco statunitense contro l’Iran rischia di trascinare gli USA in un’escalation che potrebbero faticare a controllare.
Nel giorno dell’attacco israelo-statunitense contro l’Iran, Rodrigo Rivas intreccia sarcasmo e denuncia per smascherare l’ipocrisia occidentale, la complicità politica europea e la normalizzazione della guerra permanente nel Vicino Oriente, tra Gaza, Teheran e le prossime possibili aggressioni imperiali.
Al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, la Cina ha espresso profonda preoccupazione per gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran, chiedendo l’immediata cessazione delle azioni militari e il ritorno al dialogo per evitare una pericolosa escalation regionale.
Dalle tensioni regionali ai negoziati sul nucleare con gli Stati Uniti, fino ai rapporti con l’Italia: nell’intervista rilasciata al think tank ISIA, l’Ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran delinea priorità diplomatiche, criticità interne e prospettive politiche del Paese per il prossimo futuro.
Domenica mattina, 3 Esfand (22 febbraio 2026), il Partito Democratico del Kurdistan Iraniano, il Partito della Libertà del Kurdistan, il Partito per una Vita Libera in Kurdistan, l’Organizzazione Khbat del Kurdistan Iraniano e il Komala dei Lavoratori del Kurdistan, in una riunione alla presenza dei loro alti dirigenti, hanno firmato la piattaforma di questa alleanza.
Di fronte al rischio di cancellazione storica della sinistra iraniana, il Cerchio dei Giovani Marxisti Iraniani lancia un appello urgente all’alleanza, al radicamento sociale e al superamento del settarismo, per ricostruire una forza capace di parlare alla vita reale.
Tra crisi sociale, rivolta popolare e minaccia di guerra, l’Iran entra in una fase decisiva. L’intervento di Jamshid Mehr analizza perché l’ingerenza straniera non rappresenti una via d’uscita, ma un fattore che rafforza repressione interna, fratture politiche e instabilità duratura.
Una civiltà che ci insegna come la storia, quando è accompagnata da cultura e memoria, possa diventare una fonte inesauribile di dialogo, bellezza e saggezza.
Tra inflazione, repressione e scioperi, l’Iran vive una frattura sociale che mette in discussione l’assetto della Repubblica islamica. Sullo sfondo, le pressioni di Washington e Tel Aviv riaprono lo spettro dell’intervento. Analisi di una crisi interna ed esterna che si intreccia.
Nato sotto tutela statunitense dopo il colpo di Stato, il SAVAK divenne il cuore repressivo del regime Pahlavi: rete capillare nei ministeri, addestramento da parte del Mossad, torture e omicidi mascherati. Un apparato che segnò società e politica fino alla rivoluzione del 1979.