Liberia: George Weah sconfitto, Joseph Boakai nuovo presidente
Il secondo turno delle elezioni presidenziali in Liberia ha visto Joseph Boakai vincere con uno stretto margine sul presidente uscente George Weah, che ha subito ammesso la sconfitta.
Il secondo turno delle elezioni presidenziali in Liberia ha visto Joseph Boakai vincere con uno stretto margine sul presidente uscente George Weah, che ha subito ammesso la sconfitta.
Il libro “Patrice Lumumba – Combattenti per l’Africa libera” (Anteo Edizioni, 2023) offre un’approfondita esplorazione della vita politica del primo ministro della Repubblica del Congo post-indipendenza. Attraverso discorsi, scritti e testimonianze, il testo delinea il contesto storico e le sfide affrontate da Lumumba nella sua lotta contro il colonialismo belga.
Il piccolo Paese dell’Africa meridionale rappresenta l’ultima monarchia assoluta del continente, nonché l’unico Stato africano a riconoscere Taiwan come Stato indipendente.
Dopo il primo turno, il presidente in carica George Weah ha un vantaggio minimo sul suo rivale Joseph Boakai. Il 7 novembre avrà luogo il ballottaggio decisivo.
Mentre il golpe in Niger ha assunto immediatamente un carattere di opposizione all’imperialismo occidentale, il governo militare del Gabon per ora mantiene una posizione ambigua che sta portando gli osservatori internazionali a temporeggiare prima di darne un giudizio definitivo.
Il colpo di Stato militare verificatosi in Gabon contro il presidente Ali Bongo Ondimba assesta l’ennesimo duro colpo all’imperialismo occidentale in Africa, indebolendo anche le possibilità di un’azione militare contro il Niger.
Nonostante le proteste dell’opposizione, i risultati delle elezioni nello Zimbabwe hanno consegnato il secondo mandato consecutivo al presidente Emmerson Mnangagwa.
L’incontro tra i delegati della CEDEAO e il presidente deposto non ha placato gli animi, anzi gli esperti paventano un prossimo intervento militare in Niger da parte dell’organizzazione multilaterale.
Un intervento armato straniero incontrerebbe non solo l’opposizione del governo militare, ma anche quella del popolo nigerino, che non si fida più delle promesse delle potenze occidentali e vede nella Russia l’unico partner affidabile di Niamey.
Il referendum costituzionale voluto dal presidente Faustin-Archange Touadéra gli permetterà di ricandidarsi e conferma la linea di decolonizzazione intrapresa dal governo di Bangui.