Africa

Guinea: secondo mandato per Condé, successo dopo l’epidemia di ebola

Guinea: secondo mandato per Condé, successo dopo l’epidemia di ebola

Con circa una settimana di ritardo rispetto alle elezioni dello scorso 11 ottobre, sono stati comunicati i risultati ufficiali delle presidenziali in Guinea, repubblica dell’Africa occidentale popolata da circa undici milioni di persone. Lo schema, come in molti stati del continente, è sempre lo stesso: il presidente in carica viene rieletto con una percentuale elevata e le opposizioni protestano – non sempre a ragione – rifiutandosi di riconoscere i risultati del suffragio.

Il Marocco tra elezioni locali ed apertura al Sahara Occidentale

Il Marocco tra elezioni locali ed apertura al Sahara Occidentale

Il mondo politico del Marocco sta vivendo momenti importanti in questi giorni. I principali partiti si sono infatti sfidati in una tornata di elezioni locali, importante banco di prova in vista delle elezioni generali dell’anno prossimo, mentre il governo sembra essere intenzionato ad aprire alle trattative con il Sahara Occidentale, il territorio a sud del Marocco occupato dal governo di Rabat.

La Guinea-Bissau senza un governo, crisi politica nel Paese africano

La Guinea-Bissau senza un governo, crisi politica nel Paese africano

Situata all’estremo occidente del continente africano, a sud del Senegal, la Guinea-Bissau è un piccolo stato di un milione e mezzo di abitanti, dalla storia repubblicana relativamente giovane. A lungo colonia portoghese, infatti, la Guinea-Bissau divenne uno stato indipendente solamente nel 1974, circa un decennio dopo la maggioranza degli stati africani. Come retaggio del dominio lusitano, fa anche parte dei cinque PALOP (Países Africanos de Língua Oficial Portuguesa), i Paesi africani la cui lingua ufficiale è proprio il portoghese, assieme ad Angola, Mozambico, Capo Verde e São Tomé e Príncipe.

Ebola: testato il vaccino in Guinea, risultati promettenti

Ebola: testato il vaccino in Guinea, risultati promettenti

Originatasi nel febbraio 2014 in Guinea, l’epidemia della malattia del virus ebola si è successivamente diffusa in numerosi Paesi dell’Africa Occidentale, in particolare in Liberia, Sierra Leone, Senegal, Mali e Nigeria, con alcuni casi che sono stati registrati anche in Europa e negli Stati Uniti. In tutto, sarebbero più du undicimila i decessi causati dall’epidemia su un totale di quasi ventottomila casi sospetti, anche se il 99% delle morti riguarda Liberia, Sierra Leone e Guinea, i Paesi più poveri e dal sistema sanitario più carente tra quelli coinvolti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha successivamente dichiarato conclusa l’emergenza in Senegal, Mali e Nigeria, mentre in Liberia si registrano ancora casi isolati. Gli unici Paesi nei quali l’epidemia è effettivamente ancora in corso sono dunque la Guinea e la Liberia, dove a patire la situazione è anche il settore economico, visto che i due Paesi sono stati praticamente isolati anche per quanto riguarda commerci ed investimenti.

Dalla Nigeria al Ciad continua il conflitto con Boko Haram

Dalla Nigeria al Ciad continua il conflitto con Boko Haram

Con meno di tredici milioni di abitanti e senza sbocchi sul mare, il Ciad è uno stato che occupa un vasto territorio dell’Africa a sud della Libia, pari a circa quattro volte l’Italia. Questo Paese ricopre però un ruolo strategico certamente meno importante della Nigeria, potenza economica continentale che conta oltre centosettanta milioni di abitanti, o del Camerun, e forse per questo se ne parla poco nonostante il conflitto con Boko Haram riguardi anche il governo di N’djamena. Ma proprio il Ciad è uno dei Paesi che si sta impegnando in prima fila per limitare l’azione del gruppo islamista, tant’è che nelle ultime ore ha lanciato un’offensiva per stanare i militanti di Boko Haram che si erano rifugiati sulle isole del lago omonimo del Paese, vicino al villaggio di Baga Sola.

Burundi: Nkurunziza si conferma presidente, è terzo mandato nella tensione

Burundi: Nkurunziza si conferma presidente, è terzo mandato nella tensione

Boicottaggi ed incidenti di ogni tipo, con almeno ottanta morti, hanno caratterizzato lo svolgimento delle elezioni presidenziali burundesi dello scorso 21 luglio, che hanno avuto luogo per la quinta volta nella storia del Paese africano, la quarta in forma diretta (nel 2005 vi furono elezioni indirette per mezzo del voto parlamentare). Nonostante la forte opposizione, il presidente Pierre Nkurunziza non ha avuto problemi ad ottenere il terzo mandato consecutivo, giudicato da molti anticostituzionale e contrario agli Accordi di Arusha del 2000, volti a limitare i poteri del capo dello stato per riportare la pace nel Paese. Il capo dello stato, dal canto suo, ha giustificato la sua scelta proprio con l’elezione indiretta del 2005, e secondo la sua interpretazione della costituzione ci sarebbe comunque la possibilità di chiedere un secondo mandato per elezione diretta.

Burundi: aperte le urne tra esplosioni e sparatorie. Nkurunziza chiede il terzo mandato

Burundi: aperte le urne tra esplosioni e sparatorie. Nkurunziza chiede il terzo mandato

Dopo lunghi dibattiti, hanno aperto quest’oggi i seggi elettorali per le presidenziali del Burundi, dove il presidente Pierre Nkurunziza si è candidato per un terzo mandato nonostante questo sia contrario alla costituzione vigente. Nkurunziza, leader del partito Hutu CNDD-FDD (Conseil National pour la Défense de la Démocratie-Forces pour la Défense de la Démocratie) si prepara dunque a mantenere la sua poltrona per i prossimi due anni, anche perché gran parte dell’opposizione ha deciso di boicottare le elezioni in segno di protesta.

Ruanda: Paul Kagame vuole un terzo mandato, cambio di costituzione?

Ruanda: Paul Kagame vuole un terzo mandato, cambio di costituzione?

Quello delle modifiche alla costituzione per ottenere nuovi mandati presidenziali è un refrain che in Africa va particolarmente di moda: non sorprende, dunque, che negli ultimi tempi Paul Kagame, presidente del Ruanda, si stia particolarmente impegnando per “convincere” il parlamento a votare gli emendamenti costituzionali all’articolo 101, che gli permetterebbero di ripresentarsi nel 2017 dopo le vittorie del 2003 e del 2010.

Africa: fase di instabilità in Burundi e Burkina Faso

Africa: fase di instabilità in Burundi e Burkina Faso

Continente spesso poco considerato dai mass media italiani, l’Africa è in realtà quello che offrirebbe più spunti viste le tante questioni geopolitiche in ballo e le continue crisi politiche che caratterizzano molti dei Paesi che lo compongono. Tralasciando le spinte eurocentriste ed occidentalocentriste, trattiamo quest’oggi di due stati che stanno vivendo fasi delicate dal punto di vista politico.