Africa

Swaziland: terminato il processo delle elezioni legislative

Swaziland: terminato il processo delle elezioni legislative

Dello Swaziland abbiamo parlato in un recente articolo, sottolineando la decisione di Mswati III, sovrano (o meglio, Ngwenyama, nell’idioma locale) della piccola monarchia sudafricana, che, il 19 aprile di quest’anno, in occasione del suo cinquantesimo compleanno, ha proclamato il cambiamento del nome ufficiale del Paese da Regno dello Swaziland a Regno di eSwatini (Umbuso weSwatini). In realtà, a livello internazionale il Paese continua ad essere chiamato Swaziland, tanto, anche perché, in lingua swazi, eSwatini significa esattamente “terra degli Swazi”, ovvero la traduzione letterale dell’inglese Swaziland.

Ruanda: vittoria di Paul Kagame alle legislative, eletta maggioranza di donne

Ruanda: vittoria di Paul Kagame alle legislative, eletta maggioranza di donne

Piccolo stato dell’Africa orientale, con un’area poco più grande della Sicilia ed una popolazione di oltre undici milioni di abitanti, la Repubblica del Ruanda è guidata dal 2000 dal presidente Paul Kagame, confermato lo scorso anno per un quarto mandato consecutivo. Lunedì 3 settembre, la popolazione ruandese è tornata alle urne per le elezioni legislative, al fine di rinnovare la composizione della Camera dei Deputati, composta da ottanta seggi.

Comore: passa il referendum del presidente Azali Assoumani

Comore: passa il referendum del presidente Azali Assoumani

Situata nell’Oceano Indiano, a nord-ovest delle coste del Madagascar e ad est di quelle del Mozambico, l’Unione delle Comore è uno stato arcipelagico formato da tre isole (Grande Comore, Moheli e Anjouan) che raggiunse l’indipendenza dalla Francia nel 1975. Abitato da circa 734.000 persone, per una superficie totale di poco più di duemila chilometri quadrati, questo piccolo Paese africano ha vissuto momenti difficili nella sua storia recente, con le due isole minori, Moheli e Anjouan, che a turno hanno reclamato l’indipendenza dal governo di Moroni, il quale, dal canto suo, ha risposto con interventi militari. Anche questi eventi hanno portato il Paese a modifcare la propria costituzione in senso federalista, cambiando nome nel 2002 da Repubblica Federale Islamica delle Comore all’attuale Unione delle Comore, e modificando anche la bandiera dello Stato.

Liberia: ora George Weah può festeggiare, è lui il nuovo presidente

Liberia: ora George Weah può festeggiare, è lui il nuovo presidente

Di politica africana, i mass media nostrani ne parlano ben poco. Ma se di mezzo c’è un ex calciatore dal passato glorioso, ecco che l’Italia pallonara si scatena e si scopre appassionata persino delle elezioni presidenziali liberiane. A causa della foga e della scarsa conoscenza del processo elettorale liberiano, come segnalammo a suo tempo, gran parte della stampa si precipitò nel proclamare George Weah, l’ex attaccante di Paris Saint-Germain e Milan, come nuovo presidente della Liberia: in realtà, Weah ha potuto festeggiare la sua elezione solo oltre due mesi dopo, in seguito al ballottaggio tenutosi lo scorso 26 dicembre, mentre l’inizio del suo mandato è previsto per lunedì 22 gennaio.

Somaliland: lo stato democratico non riconosciuto dalla comunità internazionale

Somaliland: lo stato democratico non riconosciuto dalla comunità internazionale

In un continente africano dove in molti Paesi si susseguono dittature, colpi di stato ed elezioni irregolari, il Somaliland rappresenta una rara eccezione, vista la democraticità e la trasparenza che ne caratterizzano i processi elettorali. Tuttavia, questo territorio che conta poco più di tre milioni e mezzo di abitanti, non è riconosciuto come stato indipendente dalla comunità internazionale, anche se intraprende relazioni diplomatiche informali con alcuni Paesi africani, mediorientali ed occidentali.

Africa: Nguema e Mugabe, due pesi e due misure tra petrolio e diamanti

Africa: Nguema e Mugabe, due pesi e due misure tra petrolio e diamanti

Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, capo di stato della Guinea Equatoriale dal 1979, e Robert Gabriel Mugabe, leader politico dello Zimbabwe dal 1980, sono due dei capi di stato più longevi mai visti in una Repubblica. Negli ultimi giorni, però, i loro destini si sono separati: il primo ha ottenuto l’ennesima vittoria elettorale, mentre il secondo si è dimesso dalle proprie funzioni.