Burkina Faso: chiesto il massimo della pena per Blaise Compaoré
Dopo l’interruzione causata dal golpe militare che ha portato alla destituzione del presidente Roch Kaboré, il “processo Sankara” è ripreso lo scorso 2 febbraio.
Dopo l’interruzione causata dal golpe militare che ha portato alla destituzione del presidente Roch Kaboré, il “processo Sankara” è ripreso lo scorso 2 febbraio.
Quali saranno le conseguenze del golpe in Burkina Faso sul “processo Thomas Sankara”? Paul-Henri Sandaogo Damiba, leader dei militari che hanno deposto il governo civile, è il nuovo presidente del Paese.
Inizialmente smentito, sembra invece confermato il golpe militare avvenuto in Burkina Faso ai danni del presidente Roch Marc Christian Kaboré.
Il 24 dicembre 1951, la Libia si affrancava per la prima volta dal dominio coloniale ottenendo l’indipendenza. Settant’anni dopo, il Paese nordafricano non riesce ad uscire da una crisi decennale causata dalla guerra imperialista contro Muʿammar Gheddafi.
Dopo la rimozione di Christophe Dabiré dall’incarico di primo ministro, il presidente Roch Kaboré ha nominato Lassina Zerbo come nuova guida del governo del Burkina Faso. Proprio oggi, 11 dicembre, cade invece la ricorrenza della proclamazione della repubblica. In calce la traduzione del discorso del presidente Kaboré.
La crisi securitaria in Burkina Faso è una delle ragioni che hanno portato il presidente Roch Kaboré a sollevare dalle proprie funzioni il primo ministro Christophe Dabiré.
Il presidente Adama Barrow, in carica dal gennaio del 2017, ha ottenuto un secondo mandato quinquennale con il 53,23% delle preferenze.
L’avanzata delle forze tigrine ha portato all’espansione del conflitto anche nelle regioni limitrofe, e le forze del FPLT potrebbero addirittura mettere nel mirino la capitale federale Addis Abeba.
Dopo il colpo di Stato militare che ha avuto luogo in Guinea nel mese di settembre, e quello in Mali che si era verificato a maggio, un altro Paese africano, il Sudan, è stato vittima di un golpe. Arrestato il primo ministro Abdalla Hamdok.
Le elezioni presidenziali del 17 ottobre hanno premiato José Maria Neves, candidato del Partito Africano dell’Indipendenza di Capo Verde.