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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

Dalla Nigeria al Ciad continua il conflitto con Boko Haram

Dalla Nigeria al Ciad continua il conflitto con Boko Haram

Con meno di tredici milioni di abitanti e senza sbocchi sul mare, il Ciad è uno stato che occupa un vasto territorio dell’Africa a sud della Libia, pari a circa quattro volte l’Italia. Questo Paese ricopre però un ruolo strategico certamente meno importante della Nigeria, potenza economica continentale che conta oltre centosettanta milioni di abitanti, o del Camerun, e forse per questo se ne parla poco nonostante il conflitto con Boko Haram riguardi anche il governo di N’djamena. Ma proprio il Ciad è uno dei Paesi che si sta impegnando in prima fila per limitare l’azione del gruppo islamista, tant’è che nelle ultime ore ha lanciato un’offensiva per stanare i militanti di Boko Haram che si erano rifugiati sulle isole del lago omonimo del Paese, vicino al villaggio di Baga Sola.

TTIP Atlantico e Pacifico: quali programmi ha Washington?

TTIP Atlantico e Pacifico: quali programmi ha Washington?

Il TTIP è un progetto che, se portato a termine, potrebbe rivoluzionare il commercio mondiale. Diciamo mondiale, perché mentre gli Stati Uniti trattano su un tavolo per instaurare una zona di libero scambio transatlantica con l’Unione Europea, dall’altro stanno facendo già da tempo lo stesso per stipulare un trattato equivalente a livello transpacifico. Washington, dopo aver recitato per vent’anni il ruolo di centro economico mondiale, si trova infatti a dover lottare per mantenere la sua leadership in un mondo sempre più multipolare: se con il crollo dell’Unione Sovietica si era infatti passati da un sistema bipolare ad una situazione di unipolarità, oggi sono sempre più le potenze emergenti, tra le quali primeggia certamente la Cina, che cercano di mettere a repentaglio il primato a stelle e strisce.

Grecia, nuove ambiguità nel governo: conflitto tra Tsipras e Skourletis?

Grecia, nuove ambiguità nel governo: conflitto tra Tsipras e Skourletis?

Di linee politiche differenti all’interno del governo greco attuale se ne sono già viste: a tutti è noto il caso dell’ormai ex ministro dell’economia Yanis Varoufakis, entrato in contrasto con la Realpolitik di Alexis Tsipras nel tentativo di restare più fedele a quello che era il programma elettorale della sinistra ellenica. Le recenti scelte di Tsipras, poi, hanno creato ulteriori spaccature all’interno di SYRIZA (ΣΥΡΙΖΑ, Συνασπισμός Ριζοσπαστικής Αριστεράς – Synaspismós Rizospastikís Aristerás), mettendo a repentaglio, quanto meno in alcune fasi, l’esistenza stessa del governo di sinistra. Le notizie delle ultime ore sembrano mostrare ulteriori ambiguità all’interno delle scelte del governo, con il primo ministro che sembra fortemente intenzionato a chiedere un nuovo prestito al Fondo Monetario Internazionale (FMI), mentre il ministro dell’energia Panos Skourletis si oppone alla privatizzazione dell’ente nazionale dell’energia elettrica. Ma facciamo un po’ d’ordine.

Burundi: Nkurunziza si conferma presidente, è terzo mandato nella tensione

Burundi: Nkurunziza si conferma presidente, è terzo mandato nella tensione

Boicottaggi ed incidenti di ogni tipo, con almeno ottanta morti, hanno caratterizzato lo svolgimento delle elezioni presidenziali burundesi dello scorso 21 luglio, che hanno avuto luogo per la quinta volta nella storia del Paese africano, la quarta in forma diretta (nel 2005 vi furono elezioni indirette per mezzo del voto parlamentare). Nonostante la forte opposizione, il presidente Pierre Nkurunziza non ha avuto problemi ad ottenere il terzo mandato consecutivo, giudicato da molti anticostituzionale e contrario agli Accordi di Arusha del 2000, volti a limitare i poteri del capo dello stato per riportare la pace nel Paese. Il capo dello stato, dal canto suo, ha giustificato la sua scelta proprio con l’elezione indiretta del 2005, e secondo la sua interpretazione della costituzione ci sarebbe comunque la possibilità di chiedere un secondo mandato per elezione diretta.

Canale del Nicaragua: gli Stati Uniti si oppongono al progetto cinese

Canale del Nicaragua: gli Stati Uniti si oppongono al progetto cinese

Quello del Canale del Nicaragua è un ambizioso progetto che, sfruttando la via fluviale del San Juan, punterebbe alla costruzione di un nuovo canale artificiale per collegare l’Oceano Atlantico all’Oceano Pacifico. Ad oggi, infatti, l’unico modo per evitare la circumnavigazione delle Americhe è quello di passare per il Canale di Panama, nonostante il progetto del Canale del Nicaragua sia stato pensato per la prima volta addirittura nel 1825 (quello panamense fu invece aperto nel 1914).

Ungheria: il governo di Orbán sempre più xenofobo, l’Europa lascia fare

Ungheria: il governo di Orbán sempre più xenofobo, l’Europa lascia fare

Primo ministro ungherese dal 2010 (lo era già stato dal 1998 al 2002), il cinquantaduenne Viktor Orbán si è da sempre caratterizzato come uno degli uomini più rappresentativi della destra nazionalista e conservatrice. Il numero uno del partito Fidesz (Fidesz – Magyar Polgári Szövetség) è stato già più volte criticato dall’opposizione e dagli osservatori internazionali per le modifiche ad hoc fatte alla legge elettorale, la censura dell’informazione ed il controllo della politica sulla magistratura, ma allo stesso tempo il suo modo di fare e di esprimersi gli ha portato tanti consensi presso l’elettorato magiaro. Il motivo è molto semplice: Orbán dice quello che le persone vogliono sentirsi dire, parlando più alla pancia che alla testa delle persone, con frasi ad effetto, molto spesso violente, che potrebbero ricordare quelle di alcuni politici nostrani, a partire da Matteo Salvini.

Che cos’è la Corte Europea di Strasburgo? Imparare prima di commentare

Che cos’è la Corte Europea di Strasburgo? Imparare prima di commentare

C’è poco da fare: con l’avvento dei social network la smania di commentare ogni cosa è irrefrenabile, anche quando non si avrebbero neppure le competenze basilari per esprimere un proprio parere su un argomento. Nel nostro caso non stiamo infatti parlando di punti di vista differenti, di opinioni e posizioni divergenti, bensì di commenti che non stanno né in cielo né in terra, che contrastano con la realtà delle cose.

Burundi: aperte le urne tra esplosioni e sparatorie. Nkurunziza chiede il terzo mandato

Burundi: aperte le urne tra esplosioni e sparatorie. Nkurunziza chiede il terzo mandato

Dopo lunghi dibattiti, hanno aperto quest’oggi i seggi elettorali per le presidenziali del Burundi, dove il presidente Pierre Nkurunziza si è candidato per un terzo mandato nonostante questo sia contrario alla costituzione vigente. Nkurunziza, leader del partito Hutu CNDD-FDD (Conseil National pour la Défense de la Démocratie-Forces pour la Défense de la Démocratie) si prepara dunque a mantenere la sua poltrona per i prossimi due anni, anche perché gran parte dell’opposizione ha deciso di boicottare le elezioni in segno di protesta.

Cuba-Stati Uniti: oggi riaprono le ambasciate

Cuba-Stati Uniti: oggi riaprono le ambasciate

La data di lunedì 20 luglio 2015 resterà nella storia delle relazioni internazionali come quella della riapertura delle ambasciate degli Stati Uniti e di Cuba rispettivamente a L’Avana e Washington. I due Paesi, infatti, ristabiliranno ufficialmente le relazioni diplomatiche dopo la rivoluzione del 1959 e l’inizio del blocco economico contro l’isola caraibica (noto come embargo o, in spagnolo, bloqueo) nel 1962.

Quando la Grecia cancellò il debito tedesco. Breve storia dei debiti non pagati dalla Germania

Quando la Grecia cancellò il debito tedesco. Breve storia dei debiti non pagati dalla Germania

Un summit di stati europei che deve decidere circa i pagamenti dei debiti contratti da un Paese nei confronti degli altri: non siamo a Bruxelles nel 2015, ma a Londra tra il 1951 ed il 1953, quando a dover pagare i debiti era la Germania (per la precisione la Repubblica Federale Tedesca), e non la Grecia. Per ben due anni, i dibattiti si susseguirono incessanti circa la possibilità o meno di ridurre il debito tedesco dopo il conflitto mondiale.