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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

Groenlandia: trionfo della linea indipendentista ed euroscettica alle elezioni

Groenlandia: trionfo della linea indipendentista ed euroscettica alle elezioni

Con un’estensione di oltre due milioni di chilometri quadrati, la Groenlandia è l’isola più grande al mondo, e sarebbe teoricamente il dodicesimo Paese più esteso del globo. Inserita all’interno del Regno di Danimarca, seppur con un’ampia autonomia, riconosciuta solamente in tempi recenti, l’isola guarda sempre più all’indipendenza ed alla conseguente uscita dall’Unione Europea.

Bhutan, le elezioni nel Paese del Re Drago

Bhutan, le elezioni nel Paese del Re Drago

Il Regno del Bhutan (o Druk Yul, in lingua dzongkha) è un piccolo stato asiatico situato sulla catena montuosa dell’Himalaya, incastonato tra due giganti come Cina ed India. Il Paese conta poco più di 750.000 abitanti distribuiti su 46.500 km², una superficie quasi doppia rispetto a quella della Lombardia, ma in gran parte inabitabile a causa delle altitudini e dei terreni impervi.

Montenegro: Milo Đukanović torna alla presidenza, continua il monopolio del DPS

Montenegro: Milo Đukanović torna alla presidenza, continua il monopolio del DPS

Tra i più giovani stati europei, il Montenegro ha ufficialmente ottenuto l’indipendenza solamente il 3 giugno 2006, dopo aver a lungo goduto di una certa autonomia prima all’interno della Jugoslavia e poi della Federazione di Serbia & Montenegro. La storia politica del Montenegro post-comunista è stata dominata interamente da una forza politica, il Partito Democratico dei Socialisti (Demokratska Partija Socijalista Crne Gore, DPS), in teoria erede legale della Lega dei Comunisti del Montenegro (Savez komunista Crne Gore, SK CG), ma da tempo orientato verso posizioni di progressismo socialdemocratico ed europeista.

Azerbaigian: Aliyev, la dinastia di presidenti che piace all’Occidente

Azerbaigian: Aliyev, la dinastia di presidenti che piace all’Occidente

Passare il potere secondo un criterio ereditario è una tradizione nelle monarchie, decisamente meno nelle repubbliche. Quando ciò avviene, generalmente la stampa occidentale ne fa un pretesto per attaccare il governo del Paese in questione: pensiamo soprattutto alla dinastia dei Kim in Corea del Nord (Kim Il-Sung, Kim Jong-Il e l’attuale leader Kim Jong-Un) o alla Siria, dove ad Hafez al-Assad è succeduto il figlio Bashar al-Assad. Nulla o quasi, invece, viene detto sull’Azerbaigian, partner commerciale e politico importantissimo dell’Occidente, finito nelle mani di un’unica famiglia sin dall’indipendenza dall’Unione Sovietica.

Ungheria, il finto antieuropeismo di Viktor Orbán

Ungheria, il finto antieuropeismo di Viktor Orbán

Divenuto primo ministro dell’Ungheria per la prima volta nel 2010 e confermato nel 2014, Viktor Orbán si è garantito un terzo mandato consecutivo alla guida del governo magiaro in seguito ai risultati delle ultime elezioni politiche (in carriera si tratta invece del quarto mandato, dopo quello ottenuto tra il 1998 ed il 2002). Il leader della destra antieuropeista rappresenta davvero un’alternativa, o la sua è solo un’efficace propaganda?

Un’alleanza militare tra Russia e Cina per la nuova guerra fredda

Un’alleanza militare tra Russia e Cina per la nuova guerra fredda

La fine della guerra fredda, quella che si è conclusa simbolicamente il 9 novembre 1989 con la caduta del Muro di Berlino, ma più propriamente il 26 dicembre 1991 con la dissoluzione dell’Unione Sovietica, ha lasciato via libera agli Stati Uniti d’America, pronti a raccogliere il testimone dell’egemonia planetaria in un mondo che per diversi anni ha assunto un assetto unipolare. L’emergere di nuovi attori sulla scena internazionale (alla faccia della “fine della storia” profetizzata da Francis Fukuyama), in particolare della Cina, e la rinascita della Russia sotto la guida di Vladimir Putin, hanno però scardinato la leadership statunitense a livello globale, portandoci in quella che molti analisti stanno oramai ribattezzando una “seconda guerra fredda”.